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Vivere e lavorare in camper: 
10 domande per conoscere il BUBRIS 

il Bubris

I primi di ottobre di quest'anno presentammo Cristiano Gianmaria Fabris, detto “il Bubris”, ufficialmente entrato a far parte della famiglia di Vacanzelandia, ricordate? QUI la
presentazione del 12 ottobre u.s.. Oggi vogliamo porgli alcune domande per conoscerlo meglio:

D. Innanzitutto è d'obbligo spiegare agli Amici di vacanzelandi@ il tuo soprannome: da dove nasce “il Bubris”?
R. Nasce tutto per gioco, o meglio mi chiamo Cristiano Fabris, ma il mio cognome è sempre stato storpiato. Non so per quale motivo, ma nel corso degli anni da Fabris è bubrisdiventato, Babbri, Balbis, Falquis, Fabbri, Magris, Floris, in Francia diventa Fabrice e addirittura c’è chi pensa che Fabri sia il diminutivo di Fabrizio e Cristiano il mio cognome. Questo sino a quando due anni fa quando persi in un noto supermercato, la tessera fedeltà punti. Fu ritrovata e l’annuncio alle casse altoparlanti per più volte fu: “Il sig. Bubris è desiderato in cassa centrale”. L’ironia di amici che erano con me in quell’occasione ha fatto diventate “il Bubris” il mio nome. Da quel giorno quando devo prenotare il ristorante, oppure il cognome in lavanderia per gli abiti, non dico più Fabris perché tanto non lo capiscono, ma “il Bubris” .

D. il tuo BLOG si chiama Liberamente in Camper, come è nato questo nome?
R. E’ nato perchè il camper “Libera” la mente dallo stress della vita quotidiana e ti porta in vacanza. E’ un momento in cui stacchi e pensi al mare, alla montagna o al weekend di festa.

bubris cucinaD. Perché nella tua presentazione su Vacanzeladia hai scritto “la mia nuova vita “versione 2.1” che cosa è successo da poterti far cambiare?
R. Sino al 9 settembre 2014 avevo un lavoro stabile con tredicesima, un mutuo, una relazione sentimentale da 4 anni e una vita regolare. Unica eccezione è che il lavoro si svolgeva a Torino e la relazione a Milano. Di comune io e il mio compagno, decidemmo di andare a convivere a casa sua. A quel punto misi in affitto la mia casa in modo che il mutuo fosse coperto, rassegnai le dimissioni dal mio posto a tempo indeterminato a Torino, per accettare un precario a Milano. Preparai le valigie e consegnai le chiavi di casa in affitto, pronto per trasferirmi. Cinque, ripeto cinque, giorni dopo la persona salì in camper è mi disse non abbiamo più nulla in comune né la stessa vita. Così mi ritrovai senza nulla: senza lavoro stabile, senza casa e senza la metà di me stesso. Andai e ritornai centinaia di volte dall’inferno affettivo, dovetti affrontare problemi di salute con terapie non leggere, inventarmi un nuovo lavoro e dopo un anno, decisi di cambiare la mia vita o forse lei cambiò me. Avevo solo due certezze: un mutuo trentennale e il camper. A quel punto decisi di vivere e lavorare in camper, viaggiando e scrivendo.


D. Che tipo di camper hai scelto per questa tua vita versione 2.1?
R.
Il camper c’era già prima che cambiassi la mia vita, ma da sempre io ho voluto un veicolo con queste caratteristiche: massimo 6 metri di lunghezza, altezza non oltre 2.80, motore piccolo di cilindrata (costi bassi di consumi e di gestione) e letto sempre pronto senza basculante. Da questi punti ne è nato il Mc Louis 262 che comprai usato.

D. Lavori e vivi in camper, la curiosità sorge spontanea: come si svolge la tua giornata lavorativa “on the road”?
bubris gallinaR. Nella mia nuova vita da due anni non esiste la sveglia. Mi sveglio naturalmente con i rumori che mi circondano. Questo è il primo traguardo di benessere personale. La giornata non è mai metodica né uguale. Di base occorre gestire le utenze e pulizia del camper: carico e scarico e le bombole. Poi tutto i resto lo organizzo in base a dove mi trovo in quel momento. Sicuramente quando si fa una scelta come questa, occorre amare guidare e vivere sempre posti nuovi. Insomma non aver paura di misurarsi con se stessi davanti a persone nuove.

bubris 3D. Blogger, scrittore, giornalista? Come ti poni nel settore del turismo all'aria aperta?
R. Come un campeggiatore amico. Una persona che ama il territorio, che lo promuove in ogni sua forma e che ha nel DNA il mondo del campeggio. Da qui ogni strada è percorribile.

D. In questo tuo viaggiare full time preferisci sostare/pernottare in campeggi, aree attrezzate o parcheggi?
R. Aree di sosta in primis insieme ad agriturismi e agricampeggi sono le soste più frequenti per 2 o 3 giorni. Se invece desidero fermarmi una settimana allora il camping è la soluzione migliore. Non amo fermarmi in modo “selvaggio”, perché il rischio che si corre è troppo elevato. Persino le aree comunali a volte sono “terra di nessuno”
e diventano un covo di zingari o di discariche a cielo aperto. Piuttosto, la notte la trascorro di fronte ad una caserma di polizia, di vigili urbani o di carabinieri. Oppure in un parcheggio di qualche centro commerciale che almeno ha un servizio di vigilanza e di telecamere.

bubris camper riva lago trasimenoD. Una stima di quanti chilometri percorri all'anno circa?
R. L’ultimo anno sono a quota 80.000 km.

D. Hai un aneddoto buffo da raccontarci nel tuo girovagare?
R. Ne avrei mille o forse più. Su tutti l’esperienza con blablacar. Lo scorso anno tornando da Innsbruck verso Bologna, arrivò una prenotazione da parte di una signora al Punto Blu autostradale di Bolzano. Accettai e all’appuntamento si presentarono in tre: lei e i suoi due figlioletti. Salirono in camper, dove le mie lenzuola sono dei Minions, le federe di Willy il coyote e i la coperta di Paperino...3,2,1 i bambini erano sul letto. Partimmo e dopo qualche chilometro ci dovemmo fermare in coda. Sopraggiunse la polizia e disse che per un grosso incidente, bubris minionsl’autostrada era bloccata in entrambi i sensi, quindi dovevamo prepararci a passare la notte. A febbraio, sull’autostrada di Bolzano-Trento le temperature non sono “dolci” e soprattutto il problema era spiegare al marito della signora che lei e i figli avrebbero passato la notte con uno sconosciuto in camper in autostrada. Ovviamente i bambini quella sera si divertirono, mangiarono la pasta e per loro fu come un’avventura. Il giorno successivo ripartimmo e arrivammo a Verona. Decisi che per rompere l’imbarazzo con il marito dissi una battuta : “se tra nove mesi nasce un figlio con la voglia di camper, sa dove trovarmi”. Da quel giorno ci sentimmo con tutta la famiglia, sino a quando l’estate successiva mentre ero in un campeggio in Croazia fui chiamato in Direzione. Arrivai e trovai la famiglia al completa con un camper usato e il marito mi disse “E’ colpa tua! Non per un terzo figlio, ma mia moglie mi ha costretto a vendere l’auto, per comprare un camper, perché i bambini quella notte si sono divertiti e se non era per il camper avrebbero patito fame e freddo!”. Ad oggi posso dire che sono divenuti carissimi amici.
D. Sogni nel cassetto per il 2017?
R. Nulla di programmato, a parte la mia serenità. Io credo che nella vita molte persone transitano senza aggiungere o togliere qualcosa, un po’ come un bicchiere d’acqua. Poi ci sono alcune persone che ti arricchiscono, ad esempio un caro amico, un genitore e persino un capo che ti gratifica può essere un arricchimento. Altre invece ti portano via qualcosa: nel mio caso l’illusione, la certezza di avere qualcosa di stabile nella propria vita. Bisogna solo fare attenzione a non farsi portare via troppo, perché si rischia di diventare aridi. Posso dirvi che vorrei un camper più bello (non più grande!) oppure nuovi sviluppi lavorativi e affettivi, ma nella realtà ho imparato a non dare nulla per certo né ipotecare il mio futuro. Vivo e apprezzo il presente perché questo mi da la serenità e il sorriso.

Commenti   

+1 #3 Daniele Ceccotti 2016-12-16 03:07
Eccellente esempio. La lezione più grande che ricevo da una esperienza così speciale è di profonda ammirazione e rispetto. Quanto sarebbe bello, per tanti contemporanei, riuscire a distillare almeno uno dei valori che questo simpaticissimo "treasures' trapper" ci propone. Che dire?....Buona vita e.... grazie della lezione ;-) !
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+2 #2 Giodrum 2016-12-14 14:39
Quante volte mi capita di sognare.........vivere in camper....essere libero nella mente conoscere persone e posti belli o brutti ma sempre diversi...........poi leggi l'Articolo di Bubris e ti accorgi che tutto è possibile, basta avere coraggio......Complimenti Cristiano sei un Mito !!!!!
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+1 #1 Marina De Benedictis 2016-12-14 11:30
Grazie davvero. Bellissimo uomo. Bellissima esperienza. Coraggiosa e audace. Da ammirare.
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