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Alsazia 2017 in camper

alsazia2017 camper

Ecco il diario di viaggio in camper realizzato da Daniele e Anna alla scoperta dell'ALSAZIA, una delle regioni più pittoresche della Francia dove spiccano paesini da favola che sbucano tra colline di vigneti, castelli e manieri, ma anche suggestivi luoghi religiosi. Scorci unici ed incantevoli tra case a graticcio, piccoli canali, labirinti di viuzze dove perdersi e fotografare ogni angolo di questa fantastica regione, che regala anche tanti emozionanti incontri con gli animali simbolo di questa zona: le cicogne. 14 giorni on the road e un bel diario di viaggio la leggere, da gustarsi con calma e perché no, anche prendere spunto per il vostro prossimo itinerario!

EQUIPAGGIO: Daniele e Anna, 60 e 58 anni

MEZZO: camper Sharky  4 - anno 2008

PERIODO:  dal 15 al 30 Luglio 2017

CONSIDERAZIONI GENERALI: l’itinerario è stato preparato seguendo le indicazioni delle guide Touring club, oltre all’aiuto di alcuni diari di viaggio scaricati da Vacanzelandia e Camperonline.Questo diario che a mia volta metto in rete è per ringraziamento verso quei colleghi camperisti che con le loro esperienze hanno reso migliore la preparazione del mio viaggio.

15 Luglio 2017 Sabato

Le nostre vacanze iniziano oggi, partiamo da Follonica (GR), ma prima di dedicarci alla nostra meta, facciamo un fuori programma fermandoci a Torino, città di mia moglie, per un incontro saluto con i nostri parenti.Tutta la giornata è dedicata a questo e solo domattina ci metteremo in cammino per la nostra meta estiva; l’ALSAZIA.


16 Luglio 2017 Domenica

Affrontiamo il Passo del Monginevro con i bei paesaggi alpini. Proprio appena passato il confine, per chi decidesse di fermarsi qui a ritemprarsi dal calore estivo, c’è un grande parcheggio per camper con 240 posti, aperto estate e inverno, adatto ad una sosta rilassante. N44.93495 E6.73575.Noi ci accontentiamo dell’altrettanto grande parcheggio che si trova proprio sotto dell’area di sosta. Facciamo un breve giro per il paese dove acquistiamo del pane, dopo di che, con frigo portatile al seguito, andiamo a fare pranzo sui prati che si aprano di fronte a noi. È davvero dura ripartire, ma alla fine accendiamo il motore e partiamo direzione BRIANCON (F). Distante 17 Km dal passo è una tappa d’obbligo, un importante centro turistico e città più alta d’Europa a 1320 m. dal livello del mare. Importante fin dall’epoca romana perché controllava la strada che sale al colle del Monginevro e quindi l’ingresso per l’Italia. La nostra tappa doveva essere l’ampio parcheggio prima della porta di ingresso, Camp de Marz, N44,901444 E6.644944; gratuito  con servizi igienici ma nessun CS. Purtroppo siamo incappati in un giorno in cui c’è una corsa ciclistica molto importante, e il parcheggio è stipato all’inverosimile. Non ci diamo per vinti e ci dirigiamo all’area attrezzata presso le piscine alle coordinate indicate sotto.

briancon area camper 640s

Non siamo fortunati. È occupata dagli organizzatori della corsa con un caos che regna indiscusso. Dopo aver provato il parcheggio presso la stazione, dove veniamo gentilmente invitati a non sostare per non intralciare i pulman, decidiamo di rinunciare e proseguire per la nostra prossima tappa.
Facciamo una tirata di 170 Km per raggiungere VIZILLE (F) andando a sistemarci presso il campeggio Camping le Bois de Cornage, che si trova a circa 1 Km dal centro N45.08653, E5.77012.
Qui devo inserire una nota sulla strada. Ad un certo punto si incontrano cartelli che segnalano il divieto di transito per mezzi superiori alle 7.5 T a causa di una discesa molto pericolosa. Dato che il nostro mezzo è di 3.5 T proseguiamo senza problemi. Arrivati all’inizio della discesa, circa 5 km dalla nostra meta, veniamo indirizzati, causa barriere ad altezza di 2,2 metri, verso un accesso regolato da una sbarra. Ci sono dei cartelli che ripetono gli avvertimenti precedenti, ed un pulsante dove vi è indicato, a nostro rischio e pericolo, la possibilità di alzare la sbarra e procedere il viaggio. Non siamo riusciti a far alzare la sbarra. Abbiamo atteso anche un altro mezzo, un camper francese, ma anche lui non ha ottenuto risultato migliore. Siamo quindi stati costretti a tornare indietro, a La Motte, per prendere la strada alternativa che avevamo visto in precedenza.
Tutto questo ci è costato quasi un’ora di tempo.
Dopo aver cenato facciamo una passeggiata che dal campeggio ci porta nel centro di Vizille, dove si trova anche il castello che vogliamo visitare domani mattina.
Sotto le mura di questo c’è un parcheggio un po’ defilato per auto, ma che pensiamo di poter utilizzare anche noi. Se arriviamo abbastanza presto non dovrebbero esserci problemi di posto.

17 Luglio 2017 Lunedì

Lasciamo il campeggio per le 9.30 e pochi minuti dopo siamo posteggiati sotto le mura.
All’interno delle mura del castello c’è un parco, mentre dentro il Castello vi è allestito il museo della Rivoluzione Francese, tutto con ingresso gratuito. Il parco è bello e molto ben tenuto; lo percorriamo in attesa dell’apertura del castello (10.00); passeggiamo nei curati vialetti fiancheggiati da prati e da piante centenarie.
Ci sono molti locali che qui vengono a correre o anche solo rilassarsi.

vizille castello

 Il castello di Vizille

Interessante anche la visita al museo che racconta il periodo della Rivoluzione Francese e non solo. Si passa attraverso diverse sale a tema: delle maioliche, della rievocazione della presa della Bastiglia, della Repubblica ecc. dove sono esposti molti dipinti di grandi dimensioni.

vizille castello mostra rivoluzione francese 640s

Bella anche la biblioteca e lo spazio destinato alla numismatica dell’epoca. Dal piano superiore si può anche uscire su una terrazza da dove è possibile ammirare il parco in tutta la sua pienezza.Bella anche la biblioteca e lo spazio desinato alla numismatica dell’epoca. Dal piano superiore si può anche uscire su una terrazza da dove è possibile ammirare il parco in tutta la sua pienezza.
Dopo pranzo ripartiamo alla volta di Lione, ma prima facciamo una sosta a VOIRON  ((F) che dista 47 km; vogliamo visitare le famose cantine dove si produce lo Chartreause, il liquore fatto con le antiche e segrete ricette dei frati certosini di St.Pierre de la Chartreuse. A Voiron parcheggiamo nel parcheggio del museo della Chartreuse – 10 Bd Edgar Kofler. Qui è possibile visitare la cantina tramite una visita guidata gratuita che dura circa un’ora. La visita sarebbe anche in italiano, ma dipende dagli orari e siamo costretti ad effettuarla in Francese per problemi di tempo (comunque si riesce a capire a sufficienza anche se non si ha padronanza della lingua). Il punto di partenza della visita inizia davanti alla sala degli alambicchi, vietato fotografare, dove riusciamo ad intendere che qui due monaci distillatori che preparavano e mescolavano circa 130 piante essiccate preparate nel monastero certosino e portate a Voiron dove venivano messe a macerare nell’alcol. Solo i monaci potevano entrare in questa sala. Queste vengono poi messe in grandi alambicchi per dar via alla distillazione che dura circa 8 ore. Finita la distillazione il liquore viene messo ad invecchiare nella cantina. Poi si passa a vedere un filmato che racconta la storia della nascita delle attività dei certosini, ormai vecchia di 900 anni, quando S.Bruno e alcuni suoi compagni arrivarono qui a Chartreuse nel 1084 dove costruirono il monastero della Grande Chartreuse. Dopo il filmato la guida ci fa entrare nella cantina di invecchiamento. Il liquore Chartreuse deve invecchiare parecchi anni in botti di rovere. Su queste notiamo le etichette che informano del contenuto con l’indicazione alcolica e la quantità in ettolitri.

voiron cantine Chartreause

voiron cantine Chartreause visita guidata

(credits http://www.musee-grande-chartreuse.fr/)

Le foto di cui sopra sono state prese dal sito ufficiale del museo, in quanto come detto non è possibile fotografare. Oltre al liquore viene prodotto anche un elisir vegetale che non ha bisogno di invecchiare; viene stoccato in grandissimi tini e commercializzato come digestivo e tonico ma che arriva anche ad una gradazione di 69° che viene degustato prendendone alcune gocce su una zolletta di zucchero o in forma di tisana. Al termine della visita, usciti dalla cantina si procede alla degustazione di un prodotto a scelta fra gli otto proposti nella sala per poi passare per lo spaccio dove c’è solo l’imbarazzo della scelta per gli acquisti.
Riprendiamo il nostro cammino verso Lione andando a fermarci, dopo 80 Km, al camping Indigo (Porte de Lyon – 69570 Dardilly. (Costo 28 € per una notte). Un punto di partenza perfetto per visitare la città; a 30 minuti dal centro tramite il pullman n 89 e metro linea D (biglietto al costo di € 5.60 per 24 ore che si acquista direttamente alla reception).Facciamo cena e andiamo a nanna, rimandando la visita della città all’indomani.

18 Luglio 2017 martedi

LIONE (F) è la capitate dei Galli, come amano dire i suoi abitanti; vi assicuro che la cosa più piacevole è stato gironzolare tra le viuzze della vecchia città, tra scorci suggestivi e guglie gotiche. La città ti lascia stupito e viene da chiedersi come mai non abbia più seguito turistico. Iniziamo la nostra visita dalla basilica di Notre-Dame de Fourvière che si trova in cima alla collina di Fourvière, sulle ceneri dell’antico Foro di Traiano, ed è una delle figure emblematiche della città. L’idea di costruire la basilica nacque nel 1870 durante la guerra tra la Francia e la Prussia, su richiesta del popolo lionese. Come segno di devozione per evitare l’occupazione della città, gli abitanti si impegnavano a costruire nel quartiere della Fourvière une chiesa dedicata alla Vergine. Lione fu salvata, la basilica fu quindi costruita! Furono necessari dodici anni per costruire questa basilica in stile neogotico. Per arrivare alla basilica, una volta scesi dal metrò, si prende la funicolare F2 con fermata “Fourvière”

lione basilica Notre Dame de Fourvierelione basilica Notre Dame de Fourviere interno

Prima di ridiscendere ci godiamo il bel panorama che si gode da quassù.

lione panorama 640s

Prossima tappa alla cattedrale di Saint Jean Baptiste che si trova nella Vieux Lyon, non distante da quassù. La costruzione è iniziata nel XII secolo, anche se verrà completata solo due secoli più tardi. La facciata invece è del 1480, in stile gotico fiammeggiante, tipicamente provenzale. All'interno, notevoli sono il coro gotico e l'orologio astronomico, uno dei più antichi d'Europa.

lione cattedrale Saint Jean Baptiste

lione cattedrale Saint Jean Baptiste orologio astronomico

Usciti dalla cattedrale, sull’omonima piazza dove è anche affacciata la Casa dei cantori (attuale sede della scuola dei coristi della cattedrale) e il Giardino archeologico, gironzoliamo un po’ per questo quartiere. Interessanti sono alcuni palazzi della sua via principale, come l'Hotel de Gadagne, che oggi ospita due musei, e la Casa degli avvocati, ex albergo della Croce d'Oro caratterizzato da magnifiche gallerie ad arco.
La Vecchia Lione è per la maggior parte pedonale, e questo rende facile e piacevole passeggiare e andare alla scoperta dei suoi punti tipici, tra cui i ristorantini che propongono cucina locale e dove anche noi ci fermiamo a pranzare in uno dei tanti che qui si affacciano. Abbiamo gustato la blanquette de veau, un piatto completo a base di carne di vitello lesso, carote e salsa di burro. È una specialità della zona del Rodano ma è molto apprezzata in tutta la Francia. La carne tagliata a pezzi è cotta nel brodo con le carote e la cipolla.
blanquette de veau

Dopo rifocillati, imperdibile è poi stata la visita al quartiere di Croix-Rousse, bellissimo quartiere villaggio, cuore della città dove si respira la vera vita francese. È costruito sulla collina, ed era stato creato per accogliere i canuts, gli artigiani dediti alla lavorazione della seta. Oggi qui vivono studenti universitari ed immigrati provenienti dagli ex possedimenti coloniali. È un quartiere fantastico, articolato come un vero e proprio dedalo di viuzze, scalinate vicoli e traboules. Questi ultimi sono dei passaggi ricavati all’interno delle abitazioni per spostarsi da una via all’altra. Qui forse c’è il più spettacolare. Abbiamo imboccato quello che si trova al numero 9 di Place Colbert, che da questa piazza, tra scalinate, passaggi sotterranei e gallerie ci ha fatto discendere tutta la collina per riportarci ai piedi della stessa. Veramente emozionante.

lione quartiere Croix Rousse traboules

Una visita la merita anche Place de Terraux, dove si affaccia il municipio ed il Museo delle belle arti; con al centro della piazza la bella fontana di Bartholdi.

lione Place de Terraux

Ci sarebbe da spendere delle parole anche sui musei di Lione, che sono tanti ed interessanti, ma qui entra in gioco la soggettività per cui vi rimando a consultare le guide turistiche sulla città per trovare quelli a voi più congeniali.
Torniamo in campeggio a sera inoltrata; stanchi ma soddisfatti, domani riprenderemo il nostro viaggio verso l’Alsazia.

19 Luglio 2017 mercoledì

Nel nostro viaggio facciamo tappa a PÉROUGES (F), circa 40 Km da Lione, sostando in un parcheggio sterrato a pagamento, il Parking de l'Olivet Route de la Cite (€ 2 / 24h senza servizi) N45.90525, E5.17684.

Perouges scorcio

Perouges scorcio 1

La città medievale di Perouges è uno splendido borgo fortificato molto ben conservato. Entriamo tramite la porta d’En Haut da dove si visita subito la splendida chiesa in pietra molto bella. Ci addentriamo tra viuzze lastricate di ciottoli, sulle quali si affacciano antiche abitazioni fino ad arrivare al cuore della cittadina, Place du Tilleul, molto pittoresca con una deliziosa locanda del XIII secolo. Qui facciamo una fermata obbligatoria per gustare la specialità locale “la gallette de Pérouges” una specie di focaccia a base di pasta brioche con zucchero e burro che va gustata tiepida a cui associamo un bicchiere di Cedron, un tipo di vino fruttato ma dal gusto secco.

gallette de Perouges

Il giro della cittadina ci impegna un paio di ore, poi riprendiamo il camper direzione CHÂTILLON-SUR-CHALARONNE (F) a circa 30 Km da qui.
Questa meta era stata inserita nel nostro itinerario in quanto cittadina famosa per aver vinto la competizione nazionale dei village fleuris; pensavamo quindi che valesse la pena di sostarvi per ammirare lo splendore dei fiori che decoravano le vie.

Abbiamo sostato in Avenue Sarrebach, un parcheggio gratuito presso l’ufficio postale dove ci sono 5 posti per camper con carico e scarico dell’acqua. N46.11941 E4.96018
In realtà siamo rimasti abbastanza delusi; non abbiamo trovato niente, dal punto di vista floreale, rispetto agli altri paesi che potesse giustificarne la sosta. Anche il pezzo forte, il ponte fiorito, che attraversa le sponde del fiume Chalaronne, e i fiori che ornano il fiume stesso, pur essendo carino, mi sa molto di sopravalutato.
Non fraintendete; è comunque bello, ma non particolarmete rispetto ad altri villaggi che si trovano qui in zona e che a loro volta si vantano del titolo di Villages fleuris.

chatillon sur chalaronne scorci

Per fortuna la città conserva con cura alcuni edifici che vale la pena di visitare; molto interessante è la chiesa di Sant Andrè, a memoria l’unica che abbia visto con la facciata in mattoni del secolo XVI, ma soprattutto mercato coperto costruito nel 1670 e che abbiamo trovato veramente stupendo.

chatillon sur chalaronne mercato coperto

Mercato coperto

chatillon sur chalaronne chiesa st andre

chiesa di Sant Andrè

Per finire uno sguardo al municipio, nobilitato dalla presenza del famoso dipinto delle tre scene bibliche chiamato trittico di Chatillon del 1527, che insieme alle due visite precedenti alla fine non ci fa rimpiangere questa tappa.

Il paese successivo dove ci fermiamo, BOURG-EN-BRESSE (F), dopo aver percorso circa 25 Km, è una stupenda città detta provincia francese, dove sorge un gioiello di arte e religiosità notevole: l'abbazia di Brou.
Facciamo sosta nel parcheggio gratuito, in parte ombreggiato, dietro al monastero di Brou, circa 1 Km dal centro: N 46.19853, E 5.23719 

Bourg en Bresse sosta camper

La chiesa, sono ormai le 18.00 passate, sta chiudendo, quindi decidiamo di fermarci a dormire qui e di rimandare la visita a domani mattina. Nel frattempo prendiamo le bici e tramite la comoda e semplice pista ciclabile ci dirigiamo verso il centro del paese.
Facciamo una passeggiata per le sue vie fino a quasi buio per tornare a cenare poi in camper.

Alsazia 2017 in camper

alsazia2017 camper

Ecco il diario di viaggio in camper realizzato da Daniele e Anna alla scoperta dell'ALSAZIA, una delle regioni più pittoresche della Francia dove spiccano paesini da favola che sbucano tra colline di vigneti, castelli e manieri, ma anche suggestivi luoghi religiosi. Scorci unici ed incantevoli tra case a graticcio, piccoli canali, labirinti di viuzze dove perdersi e fotografare ogni angolo di questa fantastica regione, che regala anche tanti emozionanti incontri con gli animali simbolo di questa zona: le cicogne. 14 giorni on the road e un bel diario di viaggio la leggere, da gustarsi con calma e perché no, anche prendere spunto per il vostro prossimo itinerario!

EQUIPAGGIO: Daniele e Anna, 60 e 58 anni

MEZZO: camper Sharky  4 - anno 2008

PERIODO:  dal 15 al 30 Luglio 2017

CONSIDERAZIONI GENERALI: l’itinerario è stato preparato seguendo le indicazioni delle guide Touring club, oltre all’aiuto di alcuni diari di viaggio scaricati da Vacanzelandia e Camperonline.Questo diario che a mia volta metto in rete è per ringraziamento verso quei colleghi camperisti che con le loro esperienze hanno reso migliore la preparazione del mio viaggio.

15 Luglio 2017 Sabato

Le nostre vacanze iniziano oggi, partiamo da Follonica (GR), ma prima di dedicarci alla nostra meta, facciamo un fuori programma fermandoci a Torino, città di mia moglie, per un incontro saluto con i nostri parenti.Tutta la giornata è dedicata a questo e solo domattina ci metteremo in cammino per la nostra meta estiva; l’ALSAZIA.


16 Luglio 2017 Domenica

Affrontiamo il Passo del Monginevro con i bei paesaggi alpini. Proprio appena passato il confine, per chi decidesse di fermarsi qui a ritemprarsi dal calore estivo, c’è un grande parcheggio per camper con 240 posti, aperto estate e inverno, adatto ad una sosta rilassante. N44.93495 E6.73575.Noi ci accontentiamo dell’altrettanto grande parcheggio che si trova proprio sotto dell’area di sosta. Facciamo un breve giro per il paese dove acquistiamo del pane, dopo di che, con frigo portatile al seguito, andiamo a fare pranzo sui prati che si aprano di fronte a noi. È davvero dura ripartire, ma alla fine accendiamo il motore e partiamo direzione BRIANCON (F). Distante 17 Km dal passo è una tappa d’obbligo, un importante centro turistico e città più alta d’Europa a 1320 m. dal livello del mare. Importante fin dall’epoca romana perché controllava la strada che sale al colle del Monginevro e quindi l’ingresso per l’Italia. La nostra tappa doveva essere l’ampio parcheggio prima della porta di ingresso, Camp de Marz, N44,901444 E6.644944; gratuito  con servizi igienici ma nessun CS. Purtroppo siamo incappati in un giorno in cui c’è una corsa ciclistica molto importante, e il parcheggio è stipato all’inverosimile. Non ci diamo per vinti e ci dirigiamo all’area attrezzata presso le piscine alle coordinate indicate sotto.

briancon area camper 640s

Non siamo fortunati. È occupata dagli organizzatori della corsa con un caos che regna indiscusso. Dopo aver provato il parcheggio presso la stazione, dove veniamo gentilmente invitati a non sostare per non intralciare i pulman, decidiamo di rinunciare e proseguire per la nostra prossima tappa.
Facciamo una tirata di 170 Km per raggiungere VIZILLE (F) andando a sistemarci presso il campeggio Camping le Bois de Cornage, che si trova a circa 1 Km dal centro N45.08653, E5.77012.
Qui devo inserire una nota sulla strada. Ad un certo punto si incontrano cartelli che segnalano il divieto di transito per mezzi superiori alle 7.5 T a causa di una discesa molto pericolosa. Dato che il nostro mezzo è di 3.5 T proseguiamo senza problemi. Arrivati all’inizio della discesa, circa 5 km dalla nostra meta, veniamo indirizzati, causa barriere ad altezza di 2,2 metri, verso un accesso regolato da una sbarra. Ci sono dei cartelli che ripetono gli avvertimenti precedenti, ed un pulsante dove vi è indicato, a nostro rischio e pericolo, la possibilità di alzare la sbarra e procedere il viaggio. Non siamo riusciti a far alzare la sbarra. Abbiamo atteso anche un altro mezzo, un camper francese, ma anche lui non ha ottenuto risultato migliore. Siamo quindi stati costretti a tornare indietro, a La Motte, per prendere la strada alternativa che avevamo visto in precedenza.
Tutto questo ci è costato quasi un’ora di tempo.
Dopo aver cenato facciamo una passeggiata che dal campeggio ci porta nel centro di Vizille, dove si trova anche il castello che vogliamo visitare domani mattina.
Sotto le mura di questo c’è un parcheggio un po’ defilato per auto, ma che pensiamo di poter utilizzare anche noi. Se arriviamo abbastanza presto non dovrebbero esserci problemi di posto.

17 Luglio 2017 Lunedì

Lasciamo il campeggio per le 9.30 e pochi minuti dopo siamo posteggiati sotto le mura.
All’interno delle mura del castello c’è un parco, mentre dentro il Castello vi è allestito il museo della Rivoluzione Francese, tutto con ingresso gratuito. Il parco è bello e molto ben tenuto; lo percorriamo in attesa dell’apertura del castello (10.00); passeggiamo nei curati vialetti fiancheggiati da prati e da piante centenarie.
Ci sono molti locali che qui vengono a correre o anche solo rilassarsi.

vizille castello

 Il castello di Vizille

Interessante anche la visita al museo che racconta il periodo della Rivoluzione Francese e non solo. Si passa attraverso diverse sale a tema: delle maioliche, della rievocazione della presa della Bastiglia, della Repubblica ecc. dove sono esposti molti dipinti di grandi dimensioni.

vizille castello mostra rivoluzione francese 640s

Bella anche la biblioteca e lo spazio destinato alla numismatica dell’epoca. Dal piano superiore si può anche uscire su una terrazza da dove è possibile ammirare il parco in tutta la sua pienezza.Bella anche la biblioteca e lo spazio desinato alla numismatica dell’epoca. Dal piano superiore si può anche uscire su una terrazza da dove è possibile ammirare il parco in tutta la sua pienezza.
Dopo pranzo ripartiamo alla volta di Lione, ma prima facciamo una sosta a VOIRON  ((F) che dista 47 km; vogliamo visitare le famose cantine dove si produce lo Chartreause, il liquore fatto con le antiche e segrete ricette dei frati certosini di St.Pierre de la Chartreuse. A Voiron parcheggiamo nel parcheggio del museo della Chartreuse – 10 Bd Edgar Kofler. Qui è possibile visitare la cantina tramite una visita guidata gratuita che dura circa un’ora. La visita sarebbe anche in italiano, ma dipende dagli orari e siamo costretti ad effettuarla in Francese per problemi di tempo (comunque si riesce a capire a sufficienza anche se non si ha padronanza della lingua). Il punto di partenza della visita inizia davanti alla sala degli alambicchi, vietato fotografare, dove riusciamo ad intendere che qui due monaci distillatori che preparavano e mescolavano circa 130 piante essiccate preparate nel monastero certosino e portate a Voiron dove venivano messe a macerare nell’alcol. Solo i monaci potevano entrare in questa sala. Queste vengono poi messe in grandi alambicchi per dar via alla distillazione che dura circa 8 ore. Finita la distillazione il liquore viene messo ad invecchiare nella cantina. Poi si passa a vedere un filmato che racconta la storia della nascita delle attività dei certosini, ormai vecchia di 900 anni, quando S.Bruno e alcuni suoi compagni arrivarono qui a Chartreuse nel 1084 dove costruirono il monastero della Grande Chartreuse. Dopo il filmato la guida ci fa entrare nella cantina di invecchiamento. Il liquore Chartreuse deve invecchiare parecchi anni in botti di rovere. Su queste notiamo le etichette che informano del contenuto con l’indicazione alcolica e la quantità in ettolitri.

voiron cantine Chartreause

voiron cantine Chartreause visita guidata

(credits http://www.musee-grande-chartreuse.fr/)

Le foto di cui sopra sono state prese dal sito ufficiale del museo, in quanto come detto non è possibile fotografare. Oltre al liquore viene prodotto anche un elisir vegetale che non ha bisogno di invecchiare; viene stoccato in grandissimi tini e commercializzato come digestivo e tonico ma che arriva anche ad una gradazione di 69° che viene degustato prendendone alcune gocce su una zolletta di zucchero o in forma di tisana. Al termine della visita, usciti dalla cantina si procede alla degustazione di un prodotto a scelta fra gli otto proposti nella sala per poi passare per lo spaccio dove c’è solo l’imbarazzo della scelta per gli acquisti.
Riprendiamo il nostro cammino verso Lione andando a fermarci, dopo 80 Km, al camping Indigo (Porte de Lyon – 69570 Dardilly. (Costo 28 € per una notte). Un punto di partenza perfetto per visitare la città; a 30 minuti dal centro tramite il pullman n 89 e metro linea D (biglietto al costo di € 5.60 per 24 ore che si acquista direttamente alla reception).Facciamo cena e andiamo a nanna, rimandando la visita della città all’indomani.

18 Luglio 2017 martedi

LIONE (F) è la capitate dei Galli, come amano dire i suoi abitanti; vi assicuro che la cosa più piacevole è stato gironzolare tra le viuzze della vecchia città, tra scorci suggestivi e guglie gotiche. La città ti lascia stupito e viene da chiedersi come mai non abbia più seguito turistico. Iniziamo la nostra visita dalla basilica di Notre-Dame de Fourvière che si trova in cima alla collina di Fourvière, sulle ceneri dell’antico Foro di Traiano, ed è una delle figure emblematiche della città. L’idea di costruire la basilica nacque nel 1870 durante la guerra tra la Francia e la Prussia, su richiesta del popolo lionese. Come segno di devozione per evitare l’occupazione della città, gli abitanti si impegnavano a costruire nel quartiere della Fourvière une chiesa dedicata alla Vergine. Lione fu salvata, la basilica fu quindi costruita! Furono necessari dodici anni per costruire questa basilica in stile neogotico. Per arrivare alla basilica, una volta scesi dal metrò, si prende la funicolare F2 con fermata “Fourvière”

lione basilica Notre Dame de Fourvierelione basilica Notre Dame de Fourviere interno

Prima di ridiscendere ci godiamo il bel panorama che si gode da quassù.

lione panorama 640s

Prossima tappa alla cattedrale di Saint Jean Baptiste che si trova nella Vieux Lyon, non distante da quassù. La costruzione è iniziata nel XII secolo, anche se verrà completata solo due secoli più tardi. La facciata invece è del 1480, in stile gotico fiammeggiante, tipicamente provenzale. All'interno, notevoli sono il coro gotico e l'orologio astronomico, uno dei più antichi d'Europa.

lione cattedrale Saint Jean Baptiste

lione cattedrale Saint Jean Baptiste orologio astronomico

Usciti dalla cattedrale, sull’omonima piazza dove è anche affacciata la Casa dei cantori (attuale sede della scuola dei coristi della cattedrale) e il Giardino archeologico, gironzoliamo un po’ per questo quartiere. Interessanti sono alcuni palazzi della sua via principale, come l'Hotel de Gadagne, che oggi ospita due musei, e la Casa degli avvocati, ex albergo della Croce d'Oro caratterizzato da magnifiche gallerie ad arco.
La Vecchia Lione è per la maggior parte pedonale, e questo rende facile e piacevole passeggiare e andare alla scoperta dei suoi punti tipici, tra cui i ristorantini che propongono cucina locale e dove anche noi ci fermiamo a pranzare in uno dei tanti che qui si affacciano. Abbiamo gustato la blanquette de veau, un piatto completo a base di carne di vitello lesso, carote e salsa di burro. È una specialità della zona del Rodano ma è molto apprezzata in tutta la Francia. La carne tagliata a pezzi è cotta nel brodo con le carote e la cipolla.
blanquette de veau

Dopo rifocillati, imperdibile è poi stata la visita al quartiere di Croix-Rousse, bellissimo quartiere villaggio, cuore della città dove si respira la vera vita francese. È costruito sulla collina, ed era stato creato per accogliere i canuts, gli artigiani dediti alla lavorazione della seta. Oggi qui vivono studenti universitari ed immigrati provenienti dagli ex possedimenti coloniali. È un quartiere fantastico, articolato come un vero e proprio dedalo di viuzze, scalinate vicoli e traboules. Questi ultimi sono dei passaggi ricavati all’interno delle abitazioni per spostarsi da una via all’altra. Qui forse c’è il più spettacolare. Abbiamo imboccato quello che si trova al numero 9 di Place Colbert, che da questa piazza, tra scalinate, passaggi sotterranei e gallerie ci ha fatto discendere tutta la collina per riportarci ai piedi della stessa. Veramente emozionante.

lione quartiere Croix Rousse traboules

Una visita la merita anche Place de Terraux, dove si affaccia il municipio ed il Museo delle belle arti; con al centro della piazza la bella fontana di Bartholdi.

lione Place de Terraux

Ci sarebbe da spendere delle parole anche sui musei di Lione, che sono tanti ed interessanti, ma qui entra in gioco la soggettività per cui vi rimando a consultare le guide turistiche sulla città per trovare quelli a voi più congeniali.
Torniamo in campeggio a sera inoltrata; stanchi ma soddisfatti, domani riprenderemo il nostro viaggio verso l’Alsazia.

19 Luglio 2017 mercoledì

Nel nostro viaggio facciamo tappa a PÉROUGES (F), circa 40 Km da Lione, sostando in un parcheggio sterrato a pagamento, il Parking de l'Olivet Route de la Cite (€ 2 / 24h senza servizi) N45.90525, E5.17684.

Perouges scorcio

Perouges scorcio 1

La città medievale di Perouges è uno splendido borgo fortificato molto ben conservato. Entriamo tramite la porta d’En Haut da dove si visita subito la splendida chiesa in pietra molto bella. Ci addentriamo tra viuzze lastricate di ciottoli, sulle quali si affacciano antiche abitazioni fino ad arrivare al cuore della cittadina, Place du Tilleul, molto pittoresca con una deliziosa locanda del XIII secolo. Qui facciamo una fermata obbligatoria per gustare la specialità locale “la gallette de Pérouges” una specie di focaccia a base di pasta brioche con zucchero e burro che va gustata tiepida a cui associamo un bicchiere di Cedron, un tipo di vino fruttato ma dal gusto secco.

gallette de Perouges

Il giro della cittadina ci impegna un paio di ore, poi riprendiamo il camper direzione CHÂTILLON-SUR-CHALARONNE (F) a circa 30 Km da qui.
Questa meta era stata inserita nel nostro itinerario in quanto cittadina famosa per aver vinto la competizione nazionale dei village fleuris; pensavamo quindi che valesse la pena di sostarvi per ammirare lo splendore dei fiori che decoravano le vie.

Abbiamo sostato in Avenue Sarrebach, un parcheggio gratuito presso l’ufficio postale dove ci sono 5 posti per camper con carico e scarico dell’acqua. N46.11941 E4.96018
In realtà siamo rimasti abbastanza delusi; non abbiamo trovato niente, dal punto di vista floreale, rispetto agli altri paesi che potesse giustificarne la sosta. Anche il pezzo forte, il ponte fiorito, che attraversa le sponde del fiume Chalaronne, e i fiori che ornano il fiume stesso, pur essendo carino, mi sa molto di sopravalutato.
Non fraintendete; è comunque bello, ma non particolarmete rispetto ad altri villaggi che si trovano qui in zona e che a loro volta si vantano del titolo di Villages fleuris.

chatillon sur chalaronne scorci

Per fortuna la città conserva con cura alcuni edifici che vale la pena di visitare; molto interessante è la chiesa di Sant Andrè, a memoria l’unica che abbia visto con la facciata in mattoni del secolo XVI, ma soprattutto mercato coperto costruito nel 1670 e che abbiamo trovato veramente stupendo.

chatillon sur chalaronne mercato coperto

Mercato coperto

chatillon sur chalaronne chiesa st andre

chiesa di Sant Andrè

Per finire uno sguardo al municipio, nobilitato dalla presenza del famoso dipinto delle tre scene bibliche chiamato trittico di Chatillon del 1527, che insieme alle due visite precedenti alla fine non ci fa rimpiangere questa tappa.

Il paese successivo dove ci fermiamo, BOURG-EN-BRESSE (F), dopo aver percorso circa 25 Km, è una stupenda città detta provincia francese, dove sorge un gioiello di arte e religiosità notevole: l'abbazia di Brou.
Facciamo sosta nel parcheggio gratuito, in parte ombreggiato, dietro al monastero di Brou, circa 1 Km dal centro: N 46.19853, E 5.23719 

Bourg en Bresse sosta camper

La chiesa, sono ormai le 18.00 passate, sta chiudendo, quindi decidiamo di fermarci a dormire qui e di rimandare la visita a domani mattina. Nel frattempo prendiamo le bici e tramite la comoda e semplice pista ciclabile ci dirigiamo verso il centro del paese.
Facciamo una passeggiata per le sue vie fino a quasi buio per tornare a cenare poi in camper.

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20 Luglio 2017 Giovedì

L'abbazia di Brou è veramente stupenda. Una struttura portentosa che sprigiona un'atmosfera di religiosità e raccoglimento.
Fu fatta costruire da Margherita d'Austria, figlia dell'imperatore Massimiliano I. È un capolavoro del gotico fiammeggiante, edificata tra il 1505 ed il 1536. Nella chiesa non è mai stata celebrata la messa tant'è che viene considerato il luogo sconsacrato di Francia più visitato. È una perla da non perdere.

francia abbazia brou

francia abbazia brou interno

francia abbazia brou interno scorcio

francia abbazia brou interno scorcio interno

La visita prosegue poi nel monastero, nel chiostro e negli ambienti più personali riservati ai monaci compreso alcune delle loro celle. Ultima annotazione, tutta la visita si effettua con audioguida in italiano che rende facilmente fruibile la storia della costruzione e la descrizione degli ambienti.
Al termine della visita partiamo per TOURNUS (F) da cui distiamo 65 Km. Sosta presso il parcheggio per bus, gratuito, dove sostano anche i camper; con acqua ed elettricità a pagamento. N46.567386 E4.910804. Questa era un'altra sede abbaziale, adagiata sulle sponde della Saône: del nucleo antico rimangono parecchie testimonianze, ma il pezzo forte è sicuramente la chiesa principale.
La chiesa abbaziale di San Filiberto, è molto antica ed è datata tra il 960 e il 980. Fu riconsacrata dopo un incendio nel 1019 ed ancora nel 1020. Ha una struttura architettonica molto particolare. La prima abbazia era dedicata a San Valeriano, le cui reliquie però sono andate perdute dopo le distruzioni normanne. L'attuale struttura è dedicata a San Filiberto, le cui reliquie sono tuttora conservate nella chiesa. La peculiarità di questa chiesa è nella navata centrale, con i suoi alti pilastri rotondi, divisa in campate con volte a botte che sono stranamente messe di traverso rispetto alla lunghezza della navata. Un deambulatorio gira intorno all'abside, con tre cappelle in una delle quali vi è la madonna di Notre Dame, molto venerata all'epoca. Nella cappella assiale alla navata ci sono invece le reliquie del Santo a cui è dedicata. Molto interessante è anche il mosaico sul  pavimento del XII secolo che rappresentano i segni dello zodiaco. Tramite scale si può salire ai vari livelli della chiesa, toccando le strutture originali che ci danno proprio il senso della costruzione. Veramente notevole.

tournus chiesa abbaziale San Filiberto

tournus chiesa abbaziale San Filiberto interno scorcio

Bello anche il chiostro, seppur ne sia rimasta solo una porzione.

La prossima tappa è BEAUNE (F), (30 Km) cittadina famosa per i tetti colorati dell’Hotel de Dieu, un ospedale per i poveri costruito nel 1400 in puro stile gotico.
Sostiamo nell’area attrezzata, gratuita e vicinissima al centro, in Avenue Charles de Gaulle N47.01743 E4.836463 (corrente e acqua a pagamento) e dirigiamo subito verso Hotel Dieu.
La cittadina è sicuramente una delle più belle e interessanti della zona, sede storica del Ducato di Borgogna. Dopo un breve tragitto arriviamo nella piazza del mercato, dove si trova l’ingresso dell’Hotel; l'Hôtel Dieu è sicuramente il monumento principale di Beaune. La costruzione stupisce dal punto di vista architettonico.

beaune Hotel de Dieu

È possibile effettuare la visita usufruendo dell’audioguida, disponibile anche in italiano, che aiuta tantissimo a capire il luogo, la sua storia e la sua funzione di ospedale dei poveri.

beaune Hotel de Dieu interno

Terminata la visita, sempre nella piazza, andiamo a visitare la cattedrale romanica di Notre Dame, che fin dal portale denota una unicità stilistica ma comunque sempre in stile gotico.

Beaune cattedrale notre dame

La cattedrale di Beaune

Siamo arrivati a fine giornata, e siamo un po’ indecisi di cosa fare. La prossima tappa è Belfort, che si trova a 190 Km da qui e vi arriveremmo a notte inoltrata. Alla fine decidiamo di avvicinarci alla meta andando a sostare a metà strada a DOLE (F), al Parking de Lahr. N47.08983 E5.49641. Gratuito senza servizi. Per chi volesse un campeggio, uno si trova adiacente proprio a questo parcheggio dall’altro lato degli impianti sportivi.


21 Luglio 2017 Venerdì

Prima di riprendere il viaggio, complice anche la necessità di acquistare un po’ di pane, decidiamo di concederci un breve giro per il paese. La prima cosa che ci incuriosisce è la cattedrale che vediamo bene dal nostro parcheggio e che sembra valga la pena di essere visitata. Attraversiamo piacevolmente colpiti il fiume che ci divide dal borgo, e che con le sue barche ormeggiate da un bel colpo d’occhio all’ambiente circostante.

Dole scorcio

Dopo una breve camminata raggiungiamo la Cattedrale di Notre-Dame, edificio che si nota da ogni punto del paese e di interesse storico, risalente al XVI secolo ed elevato a basilica nel 1950. È in uno stile ibrido gotico-rinascimentale, come parte di una tradizione architettonica di questa regione, la Franca Contea. All'interno, la navata è in stile tardo gotico e l'arredamento è molto interessante, come una bella acquasantiera in marmo rosso, o l’organo sopra l’ingresso.

Dole interno

Credo che tutto il paese meriterebbe almeno una breve visita; lo metteremo nei memo per un prossimo viaggio.

Dopo aver fatto spesa e ripreso il camper, ci dirigiamo verso BELFORT (F), per andare a visitare la famosa roccaforte della città. Per una breve sosta, come il nostro caso, si possono utilizzare i tanti parcheggi che si trovano adiacenti alle mura della fortezza. Noi ci siamo fermati in rue Jean Pirre Melville. Se si vuole invece sostare per la notte, c’è un’area attrezzata, gratuita con corrente gratis anch’essa, max. 48 ore, in Avenue di la Miotte N47.641944 E 6,865556, che si trova a 1 km dalla fortezza. L’attrazione principale è sicuramente il leone, alto 11 metri, scolpito in arenaria, divenuto il simbolo della città in ricordo dei suoi abitanti che combatterono coraggiosamente nella guerra Franco-Prussiana. 
Nel 1870 infatti, quando Napoleone III si era già arreso, Belfort resistette sotto la guida del colonnello Denfert-Rochereau per oltre 100 giorni prima di arrendersi. E quando durante i trattati di pace, l’Alsazia fu ceduta alla Germania, i francesi rifiutarono di cedere Belfort che rimase quindi sotto la Francia. Il leone è opera di Bartholdi, l’artista che scolpì anche la famosa statua della libertà americana.
La visita inizia dalla terrazza, da dove si domina tutta la città. Si paga 2 € per posizionarsi nel punto dove è possibile vedere in tutta la sua maestà il leone; mentre con 5 € si può fare un biglietto cumulativo per accedere anche al percorso sotterraneo e al museo storico.

Belfort leone

Con il senno di poi il biglietto cumulativo era da evitare. La visita al percorso sotterraneo si svolge con audioguida, ma non in italiano. In più non parla della fortezza ma fa la storia di Belfort. Questo percorso è un tunnel di un centinaio di metri con luci che si illuminano per rivelari dipinti fotografici che fanno il paio con la storia raccontata dall’audioguida.
Il museo è diviso in tre piani; ma la sola parte interessante è il secondo piano dove ci sono armi e divise della repubblica fino alla prima Guerra Mondiale.
Sempre con il senno di poi era preferibile, dopo la visita al leone, girare sulle mura in modo autonomo come del resto abbiamo visto fare alla maggior parte dei turisti.

Belfort mura

Belfort

Dedichiamo il resto del pomeriggio a visitare il centro storico del paese, fatto di belle casette a graticcio e ottimi scorci, per poi alla fine dirigerci verso la nostra seguente tappa: UNGERSHEIM (D), dove è stato allestito il più grande museo all'aperto di Francia: l'Ecomusee d'Alsace www.ecomusee-alsace.fr. Il parcheggio dell’eco museo è diviso in due spazi, il parcheggio del museo vero e proprio presso Chemin Grosswald N47.85200 E7.28400, sterrato e ombreggiato ma dove non è possibile sostare la notte; e il parcheggio a fianco di questo con camper service (a pagamento) senza elettricità, dove ci dirigiamo (coordinate sotto).

ungersheim sosta camper

Passeremo qui la notte per visitare il museo l’indomani.


22 Luglio 2017 Sabato

Il museo apre alle 10.00, quindi prendiamo con comodo l’inizio della giornata (prezzo del biglietto d’ingresso 15 €). Questo museo è veramente particolare; si tratta di una vera e propria esposizione vivente dove artigiani vestiti in abiti tradizionali svolgono i mestieri e le attività di un tempo ridando vita a un villaggio dove le case alsaziane sono autentiche abitazioni prelevate da varie parti della regione e qui trasportate. Ci sono 60 edifici in stile tradizionale, dalla fattoria e la casa a due piani; dalla scuola ai vari mestieri di falegname, dottore ecc. Ci sono anche dei ristoranti dove viene servito i piatti della cucina locale accompagnati da vini alsaziani. Il tutto si visita liberamente, mentre alcuni cartelli sui vari edifici ci informano degli orari delle dimostrazioni. Il tutto poi è impreziosito dalle numerose cicogne che qui la fanno da padrone sostando sui tetti delle case. All’ora di pranzo non ci siamo fatti mancare una pausa gastronomica. Nel locale forno, dove il cibo viene cucinato in maniera tradizionale da panettieri in costume d’epoca, abbiamo mangiato un’ottima Flammkuchen o Tarte flambè, una pizza ricoperta di crema acida, cipolla e pancetta, originaria dell’Alsazia e che ritroveremo riproposta spesso durante il nostro viaggio.L’abbiamo goduta sull’area adibita ai pic-nic dietro il forno, annaffiata da 2 ottimi calici di Pinot Alsaziano.

ungersheim cicogne 315sungersheim museo

ungersheim museo 1ungersheim museo 2

La visita richiede il tempo che uno vuole dedicarvi. Noi nel primo pomeriggio abbiamo fatto rotta per: EGUISHEIM (F), circa 25 Km andando a parcheggiare nell’area di sosta del parcheggio gratuito di Rue du Malsbach a circa 500 metri dal centro N 48.04367, E 7.31273 che si raggiunge comodamente.

eguisheim sosta camper

Questo un villaggio fiabesco racchiuso da stradine ad anello con le case a graticcio, con il suo particolare centro storico circolare. Partendo infatti dall'ufficio del turismo, dove ci forniscono di mappa della cittadina, ci si lascia trasportare in un vortice di colori e profumi. Le vie sono fatte in ciottoli, che corrono tra le caratteristiche case con tetto a doppio spiovente e le classiche travi di legno a vista. Tutto il paese è tenuto come fosse una casa delle bambole, con le bellissime finestre adornate di fiori e di peluches, senza contare i negozi di formaggi e salumi locali e dolci che ci accompagnano durante tutta la passeggiata che inizialmente parte da Rue Du Rempart sud, poi la nord ed infine verso place Du Chateuaux, che con la sua fontana ed i suoi caffè è il fulcro dell’abitato.
Visitiamo la chiesa delle vergini, e la chiesa dei santi Pietro e Paolo con il bel campanile del XIII secolo: al suo interno ammiriamo un trittico della Madonna e una pregevole scultura delle vergini savie e delle vergini folli del XIII secolo. Eguisheim è nota anche per aver dato i natali a papa Leone IX (1002-1054), che qui viene ricordato da una cappella ottocentesca e da una bella fontana in Place du Chàteaux.
Un altro particolare interessante è che ancora oggi sulle case si notano alcune antiche iscrizioni in tedesco che stanno ad indicare le botteghe che un tempo vi si trovavano, e che contengono invocazioni di tipo principalmente religiose fatte per chiedere la protezione del signore.

eguisheim Pigeonnier

Il Pigeonnier

eguisheim scorcioeguisheim scorcio 1

eguisheim scorcio centro storico

Tra le costruzioni più affascinanti di Eguisheim c'è il 'pigeonnier', che in passato ospitava i piccioni, il campanile della chiesa sul quale al solito trova posto un nido di cicogna e la Piazza del Castello con la sua fontana dedicata a papa Leone.

eguisheim Place du Chateuaux

Riprendiamo il nostro viaggio ed andiamo a COLMAR (F) percorrendo i 20 km di distanza, sostando nell’area attrezzata in 6 rue du Canal, 30 posti, € 15,00 a notte con corrente, docce, carico/scarico, WC e Wi-Fi, (distanza dal centro storico 1.500 m. con pista ciclabile) N 48.08054, E 7.37487 ). Situata in zona Port de Plaisance de Colmar, (possibile anche noleggiare barche) pianeggiante, silenziosa e con molto spazio a disposizione. Il proprietario è italiano che vive in Francia da 40 anni.
Per chi si ferma poche ore è possibile la sosta in Rue de la Cavaleire N48.08218 E7.35990, circa 20 posti su fondo asfaltato lungo la via a pagamento tramite macchinetta (necessitano monete), comoda per la visita della città di giorno ma situata in zona poco idonea alla sosta notturna.
Dopo cena decidiamo di fare una passeggiata fino al centro storico. La camminata è tutta in piano e arriviamo tranquilli nella zona pedonale. La visita si era resa necessaria perché avevamo letto che Colmar è soprannominata anche la città delle luci, tradizione che si protrae dal 1997, per opera degli amministratori locale che nel corso degli anni hanno voluto sensibilizzare e mettere in luce le potenzialità di questa città. Proprio nel 2016 avevamo letto che sono stati inaugurati i primi 600 proiettori che illuminano artisticamente la città. Un’operazione che ha permesso di illuminare monumenti, strade, canali ed edifici con faretti di luce bianca e colorata. Grazie a queste luci speciali e artistiche ha ottenuto il Premio Speciale della Accademie des Arts de la Rue, e la stessa illuminazione della città è considerata patrimonio europeo di alto valore. Prendiamo un gelato e ci godiamo questo spettacolo di colori sugli edifici che domani rivedremo illuminati con il sole.

23 Luglio 2017 Domenica

La mattina ripercorriamo la strada fatta il giorno prima, ma questa volta in bicicletta. Arrivati all’inizio della strada pedonale che annuncia il centro storico, parcheggiamo le biciclette su uno degli appositi stalli, ed iniziamo la nostra visita.
Il centro storico custodisce numerosi palazzi del tardo medioevo e del rinascimento comprese, seppur restaurate in stile più moderno, le classiche case alsaziane. Imperdibile è la slanciata ed imponente basilica gotica della Collegiale St. Martin eretta tra il XIII e XIV secolo, con l’esterno sicuramente più bello da vedere dell’interno.

colmar basilica ollegiale St Martin

 Proseguiamo poi per il pittoresco quartiere dei pescatori detto Petite Venise, con le case sull’acqua, ed i suoi canali abbelliti con vasi e fiori. 

colmar petite venise

C’è poi il Koïfhus, l'antica dogana di Colmar, che è il più antico edificio pubblico cittadino. Fu costruito nel 1480 in una posizione strategica che permetteva il controllo sulle due principali strade cittadine.

colmar Koifhus

Interessante anche casa Pfister, costruita nel 1537 e diventata uno dei simboli di Colmar vecchia. Costruita in pietra e legno attira lo sguardo. E senza dimenticare la chiesa dei Domenicani, in stile barocco che oggi è diventata biblioteca municipale e dove al suo interno è possibile ammirare la Vierge au buisson de roses, una grande opera di Martin Schongauer

colmar Vierge au buisson de roses

Unica nota stonata è che oggi è Domenica e la famosa Fromagerie Saint-Nicolas, 18 Rue Saint-Nicolas, oppure anche al mercato coperto in 13 Rue des Ecoles, è chiusa; è una delle più famose formaggerie dell’Alsazia, con oltre 300 specialità caseare (www.fromagerie-st-nicolas.com) che per noi resteranno solo un sogno (sigh)
È comunque tutto questo paese da vedere; con scorci che sorprendono ed emozionano, tanto che siamo rimasti qui tutto il giorno senza rendersene conto.

colmar scorciocolmar scorcio 2

Sono infatti le 20.00 quando ritorniamo al camper. Breve consulto e, dato che la nostra prossima tappa è a 15 Km di distanza, decidiamo di partire.

Arriviamo a KAYSERSBERG (F), (collina dell'imperatore) parcheggiando in Place de l'Erlenbad, N48.13605, E7.26188. Vicina al centro, circa 40 piazzole su asfalto, a 5 minuti a piedi dal centro del paese, con servizi e docce, anche se aperti solo dalle 9.00 alle 19.00; 8€/24h non frazionabili.

24 Luglio 2017 Lunedì

Kaysersberg è un borgo di tremila abitanti appartenuto a Federico II di Svevia: decidiamo di recarci subito verso il maniero, che è la cima di un grande torrione cilindrico, raggiungibile salendo un centinaio di scalini, fino all’ingresso dello stesso e poi altri 100 all’interno della torre per arrivare sulla sua sommità. Lo sforzo è ben ripagato dal bel panorama sul villaggio tra le vigne.
Rimaniamo un po’ a crogiolarci della vista per poi ridiscendere in paese

kaysersberg maniero

il maniero

kaysersberg scorcio panoramico

Oggi abbiamo deciso di prendercela comoda. Stiamo a spasso per il centro oltre al ponte fortificato, al bel palazzo municipale e alla chiesa in arenaria rossa eretta tra il XII e il XV secolo, per tutta la giornata, tra splendide vetrate colorate e imposte decorate come opere d'arte arriviamo a serra senza quasi rendercene conto...

kaysersberg scorcio centro storicokaysersberg scorcio panoramico 1

Prima di ritornare al camper facciamo un ultimo giro per cantine facendo scorta di buon vino alsaziano. Decidiamo di dormire qui ancora una notte e di ripartire l’indomani.

25 Luglio 2017 martedì

Partenza per RIQUEWHIR (F) con destinazione il parcheggio in avenue Jaques Presis N48.16608 E7.30175, circa 20 posti su asfalto, camper service a pagamento con parchimetro che mi segnalava la guida di Campercontact. Appena arrivati notiamo subito un cartello con divieto per i camper superiori ai 7 metri; il motivo è abbastanza semplice dato che questo in realtà è un parcheggio per auto, con posti e vie di circolazione talmente strette che faccio fatica addirittura ad entravi. Realizzo che è davvero impossibile parcheggiare qui, dato l’alto numero di auto che vi sono, perciò torno indietro di 300 metri, verso la rotonda del paese dove avevo individuato un bel parcheggio sterrato N48.16586 E7.30469. Vi sosto comodamente e ci dirigiamo verso il centro che dista poche centinaia di metri.
Riquewhir è anche detto il paese delle cicogne, considerato un parente stretto di Ribeauville, una tappa successiva, ed in effetti, eccezion fatta per l'aspetto un po' più medioevale, i due luoghi sono da ritenersi molto simili sia per le architetture sia per la loro bellezza.
La strada principale in salita che abbiamo preso, attraversa tutto il paese per la sua lunghezza fino ad arrivare alla torre Dolder; qui incontriamo il primo ed unico temporale della nostra vacanza e subito ne approfittiamo per entrare, nella piazzetta fronte torre, nel negozio di addobbi natalizi “Féerie de Noël” della catena Käthe Wohlfahrt. Ne avevamo visitato uno simile in Germania lo scorso anno sulla via romantica e ne eravamo rimasti rapiti.

Riquewhir scorcio

Il temporale è di breve durata, e quando usciamo dal negozio, dopo non aver mancato di fare alcuni acquisti, c’è già un timido sole che fa capolino. Continuiamo il nostro giro tra stradine e vicoli che non ci fanno mancare ogni volta scorci interessanti e vedute da fotografare.
Soddisfatti del tour, ritorniamo al camper per dirigerci verso la prossima tappa.

Percorriamo i 5 chilometri che ci separano da HUNAWHIR (F), un piccolo villaggio circondato da mura trecentesche divenuto noto per essere la sede del Centre De Reintroduction des Cicognes et des Loutres, www.cicigne-loutre.com dove le cicogne svolazzano senza alcun timore dell'uomo.
Parcheggiamo direttamente nel parcheggio del centro, dove ci sono alcuni stalli dedicati ai camper (c’è anche un bel cartello che indica il divieto di sosta notturna).
Paghiamo i 10 € del biglietto di ingresso ed entriamo nel parco; nella struttura trovano spazio oltre 200 esemplari di uccelli, alcune lontre, cormorani e una galleria di acquari dove sono presenti le varie specie di pesci che vivono nelle acque di torrenti e fiumi della zona.
Giriamo tra i vialetti del parco fotografando a ripetizione le cicogne che non hanno davvero paura dell’uomo e che si fanno avvicinare senza panico. Nella visita, oltre ad alcuni incontri con il personale dove viene spiegato le caratteristiche di questi animali, nel pomeriggio c’è anche uno spettacolo in piscina dove si esibiscono cormorani, castori, pinguini e foche, e dove ci viene mostrato le loro tecniche di nuoto e di caccia. Solo per questo spettacolo vale il prezzo del biglietto, e se anche le spiegazioni sono in lingua francese vi assicuro che è da non perdere.

Hunawhir cicogne

Prima di abbandonare il posto, facciamo una passeggiata per andare a vedere la splendida chiesa di St. Jacques-le- Majeur che si trova su una collina, circondata da vigneti dove si può arrivare solo a piedi.
L’interno non vale la visita, ma il pezzo forte è l’esterno, essendo una chiesa fortificata conserva ancora le vecchie mura e da un’idea precisa di come erano queste strutture nell’antichità.

Le Bar sur Loup Chiesa St Jacques le Majeur

La chiesa di St. Jacques

Ritornati al camper ripartiamo facendo i 3 Km che ci separano da RIBEAUVILLÉ (F), L’area di sosta in route de Guemar, N48.19225 E7.32634, è in ristrutturazione, pertanto andiamo a parcheggiare poco più avanti, in un grande parcheggio riservato ai bus scolastici, che essendo la stagione scolastica chiusa, è occupato da bus turistici e camper che come noi non sono potuti andare all’area di sosta. N48°11’ 32” E7*19’52”.

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26 Luglio 2017 Mercoledì


A piedi percorriamo la strada che ci separa dal centro storico (circa 500 metri) e raggiungiamo l’ufficio turistico situato di fronte alla fontana dei viticultori, da dove partiamo con il nostro tour. L’antica torre civica è il primo notevole edificio che vediamo, proseguiamo poi per la Gran Rue, fino a raggiungere la parte alta del paese da dove si notano tre castelli in posizione dominante costruiti come le mura urbane tra XI e XV secolo: ci vorrebbe un’escursione di circa 3 ore per spostarsi tra un maniero e l’altro, e decidiamo quindi di rinunciarvi.
Ritorniamo sui nostri passi e ci fermiamo a far foto al civico 14 della Gran Rue dove si trova la seicentesca Pfifferhus, la casa dei pifferai; a circa metà della via principale si transita sotto i 29 metri della torre civica o Tors des Bouchers del XIII e XIV secolo, e imboccando poi la Rue de Temples si arriva alla chiesa protestante e alla cattedrale di St. Gregoire.

ribeauville scorcioribeauville pifferaio

ribeauville scorcio 2

Dopo un pranzo veloce decidiamo di tornare indietro ed andare e proseguire con il nostro percorso. Prendiamo quindi il camper direzione ORSCHWILLER (F). Ad una manciata di chilometri da qui, svetta il castello di Haut-Kœnigsbourg, un’imponente fortezza abbarbicata a 800 metri d’altezza su uno sperone di pietra arenaria, costruito per volontà di Federico II di Svevia nel 1114.
Non esistono veri e propri parcheggi, le auto sostano negli spazi disegnati lungo la stada ad anello intorno al castello. C’è però uno spazio sterrato dove si fermano sia i camper che i bus alle coordinate N48.24757 E7.33492 e che si trova a circa 800 metri dall’ingresso del castello.
Il castello è abbarbicato su una roccia che sovrasta la Strada dei Vini e la pianura alsaziana.

castello Haut Koenigsbourg
Il castello

Questa impressionante fortezza fu distrutta e ricostruita più volte, l'attuale castello è il risultato di una minuziosa opera di recupero che lo ha riportato alla sua struttura mediovale originale. Si può discutere se sia meglio lasciare un edificio con i segni che il tempo gli ha imposto, o ricostruirlo come doveva essere una volta; sicuramente il suo aspetto attuale lo rende davvero impressionante, e i numerosi turisti che lo visitano danno ragione ha chi ha investito i soldi nel suo recupero.
Subito dopo aver varcato la porta di ingresso si fa il biglietto (9€) con la possibilità di prendere una audioguida in italiano (4,5€); dopo di che si raggiunge il cortile dove sono situati la foresteria, le scuderie, la fucina, il mulino. All’interno vi è un pozzo fortificato profondo 62 metri.
Poi si sale agli appartamenti, dove troviamo stanze finemente decorate con pitture murali, mobili rinascimentali ed enormi stufe di ghisa. Vi è anche conservata una collezione d'armi medievali, completa di balestre, spade di ogni tipo e armature.

castello Haut Koenigsbourg sale interne

Le sale interne del castello

A noi la visita è piaciuta, e l’audioguida ci ha permesso di tracciare la storia del castello e dei suoi personaggi in tutte le fasi della loro vita.
Il pomeriggio è ancora giovane e decidiamo di provare ad andare a vedere l’ultimo spettacolo dei rapaci a Kinzheim.
Ci sono 8 Km per arrivare a Kinzheim, destinazione che si inserisce in una visita turistica soprattutto per vedere lo spettacolo sui rapaci; una volta arrivati nei pressi del paese seguiamo le indicazioni per “La Volerie des Aigles” che si trova appena fuori del paese nella parte alta; c’è un grande parcheggio a disposizione dei visitatori, N48.257226 E7.380991. Da qui in cinque minuti di passeggiata attraverso il bosco arriviamo alle rovine del castello dove ha sede il centro tutela rapaci.
Solitamente gli spettacoli in questo periodo sono 4 al giorno, ore 11 -12.30 – 14 – 17. Siamo arrivati precisi, mancano pochi minuti alle 17 e ci sediamo sulle panche per assistere all’esibizione.

La Volerie des Aigles

Nella cornice del castello medievale diroccato i rapaci volteggiano tra il pubblico; qui si assiste alle acrobazie di avvoltoi, condor delle Ande, aquile, falchi e rapaci notturni. Viene data la possibilità ad alcuni bambini di provare direttamente a richiamare e tenere un rapace sulla mano!!
Uno spettacolo bellissimo, ne avevamo visto uno simile molti anni fa sempre in Francia, ma questo è davvero superlativo, soprattutto per la varietà di specie di rapaci.

La Volerie des Aigles spettacolo

Terminato lo spettacolo, che dura circa 40 minuti, visitiamo quello che rimane del castello, con la vista sulla valle sottostante.

Al termine della visita ci dirigiamo a CHÀTENOIS (F), dove passeremo la notte nell’area di sosta di Allee des Bains, di fronte alla farmacia N48.27515 E7.39809. L’area a 7 posti camper gratuiti, con carico e scarico e corrente a pagamento; a 500 metri dal centro.

27 Luglio 2017 Giovedì

Qui l’attrazione turistica è sicuramente la chiesa di Saint George (1759). Facciamo tappa al locale ufficio del turismo dove prendiamo qualche depliant, e poi ci dirigiamo verso la chiesa. Ci colpisce subito per la colorata guglia in ceramica rossa e verde. Al suo interno c’è un bell’organo Silbermann del 1765, una croce processionale decorata con perle (anche questa del XVIII secolo) e alcune tavole dipinte a rilievo. Facciamo anche un giro per questo villaggio medioevale, ammirandone i resti delle mura e l’antica porta del villaggio. In sostanza una visita carina.

chatenois chiesa Saint George

chatenois chiesa Saint George scorcio

La chiesa e le mura del villaggio di Chatenois

La tappa successiva è OBERNAI (F), sede degli stabilimenti della birra Kronenbourg. Facciamo sosta al parking des Rempart, in rue Poincare, con fondo ciottolato, circa 15 posti disponibili. Gratuito e a 250 metri dal centro N 48.45972, E 7.48667

obernai sosta camper

Il carico e lo scarico è possibile al campeggio (2 €) - Camping Municipal Le Vallon de l’Ehn, 1 Rue de Berlin, - www.camping-obernai.fr)
Questa è un’altra cittadina di origine medievale circoscritta da 1 km e mezzo di antiche mura in buono stato di conservazione, affiancate da un tracciato percorribile a piedi. Percorriamo i suoi vicoli tra le case a graticcio arrivando sulla Place du Marchè con al centro la fontana di Santa Odile, dedicata alla ragazza nata cieca e rinnegata dalla nobile famiglia. Relegata dal padre a vivere in una fortezza non lontana dall’attuale paese, Odile la fece diventare un'abbazia che oggi, pur se trasformata in albergo, è meta di pellegrinaggio.
Obernai è tutta sviluppata intorno a questa centrale Piazza del Mercato. Qui si affacciano tutti i maggiori palazzi storici di Obernai, e da qui partono le strade che permettono di raggiungere ogni punto della città. Da Piazza del Mercato raggiungiamo alcuni dei punti imperdibili di Obernai, come il piccolissimo Canal de l'Ehn, dove si fotografano romantici scorci sulle acque del fiume. Il centro storico è, seppur di piccole dimensioni, ricco di monumenti, come la chiesa neogotica e un delizioso pozzo risalente al Rinascimento.
L'altra perla di Obernai che visitiamo è l'antica torre del Bèffroi, un tempo usata per l'avvistamento degli incendi; ai suoi piedi si trovano i resti della cappella romanica della Vergine, in arenaria rosa.

Obernai scorcio centro storico

Scorcio del centro di Obernai

Prima di riprendere il cammino merita una visita anche la chiesa neogotica intitolata ai santi Pietro e Paolo.
Il programma prevedeva di indirizzarci verso Strasburgo, ma grazie all’ufficio turistico decidiamo di andare prima a visitare il Monastero di Mont Saint Odile che si trova qui vicino e che dicono essere molto bello per la sua posizione.
Percorriamo i pochi chilometri che ci portano al parcheggio alle coordinate N48.43254 E7.40006 dove è possibile sostare anche con il camper.
Da qui poi si prende un sentiero che passa attraverso il bosco, molto bello, e che ci porta al monastero.
Questo è davvero di un colpo d’occhio eccezionale. È costruito su uno sperone roccioso che si trova ad un’altitudine di 763 metri e che domina tutta la valle sottostante lasciandoci davvero senza fiato.
L'abbazia fu fondata nel VII secolo da santa Ottilia, alla quale il padre fece dono della struttura, posta in cima al monte. Dopo la morte della fondatrice dell'abbazia il monte prese il nome della santa. Essa divenne presto meta di pellegrinaggi. Dopo la parentesi rivoluzionaria l'abbazia fu riscattata nel 1853 dal vescovo di Strasburgo e i pellegrinaggi ripresero. Poco dopo nell'abbazia subentrarono i francescani e oggi è un convento delle Sorelle della Santa Croce. Del nuovo edificio abbaziale, eretto in stile romanico nel XII secolo sono rimasti pochi resti. A questi appartengono la Cappella della Croce nel chiostro con la robusta colonna centrale, che sostiene la volta a crociera e le cappelle delle Lacrime e degli Angeli, entrambe ultime dell'anello intorno alla Cappella del chiostro.
Ma la parte del leone la fa sicuramente il panorama. Veramente imperdibile.

Monastero Mont Saint Odile cappella delle lacrimeMonastero Mont Saint Odile cortile interno

Il cortile interno e la cappella delle lacrime

Monastero Mont Saint Odile

Ci dirigiamo infine verso STRASBURGO (F). La nostra meta è l’area di sosta presso il parco sul Reno in Rue des Cavaliers. Circa 20 posti su asfalto, con colonnina per scarico, carico ed elettricità. N 48.56649, E 7.80006. 
Sfortunatamente l’area è in ristrutturazione e pertanto chiusa. A Strasburgo non ci sono molti punti sosta notturni, vigono diversi divieti, Ci dirigiamo quindi verso l’unico campeggio della città, il Camping de la Montagne Verte (2 Rue Robert Forrer, Montagne Verte, situato a un paio di chilometri dal centro di Strasburgo. N 48°34’31” - E 7°42’52”, dove c’è una fermata autobus a 5 minuti a piedi dal campeggio). Sfortunatamente il campeggio è tutto pieno, e ci sono anche molti camper in fila nel piccolo parcheggio di attesa, che aspettano che si liberi un posto per l’indomani.
Con la reception proviamo a cercare un campeggio vicino, ma risulta che nell’arco di 30 Km sono tutti pieni.
Decidiamo quindi di percorre 6 Km per andare all’area di sosta che si trova in Germania a KEHL (D), alle coordinate N48.56350 E7.81400. Qui c’è una buona area di sosta, con carico e scarico acqua, e con colonnine dell’elettricità a pagamento. Il costo per 24 è di 8 € e fortunatamente troviamo posto.
Passeremo qui la notte per tornare a Strasburgo domani mattina.


28 Luglio 2017 Venerdì

Torniamo quindi a Strasburgo andando a parcheggiare in uno dei numerosi parcheggi indicati come P+R. Il nostro è il Parking Relais-Tram Elsau di Rue Charles Winter N48°34’07” E7°43’48”. Questi parcheggi propongono una tariffa camper di 6 € che include la sosta dalle 7 alle 20 con compreso un biglietto per la rete di trasporto pubblico valido per tutti i componenti dell'equipaggio del camper. L'elenco completo dei parcheggi che offrono servizi di questo genere è presente sul sito www.cts-strasbourg.f r.
Adiacente al parcheggio c’è la linea F della metro che ci porta alla fermata di Homme de Fer, a 5 minuti a piedi dalla cattedrale.
In questa piazza c’è l’ufficio del turismo dove apprendiamo che, al costo di 5,50 €, è possibile prendere un’audioguida in italiano e con questa fare un giro per tutto il centro storico, comprensiva di spiegazioni anche di alcuni edifici come la cattedrale.
Questa visita dura circa 3 ore, ma ne vale davvero la pena.
Cominciamo il giro dalla cattedrale, con la maestosa facciata in arenaria rosa e la sua guglia di 142 metri, una delle più alte al mondo tra gli edifici della Cristianità (Aperta tutti i giorni dalle ore7/11 .15 e 12.45/19).

strasburgo cattedrale

La cattedrale di Strasburgo stupisce sicuramente ogni visitatore. La sua costruzione risale al 1015, ma soltanto nel 1439 l'opera fu completata nel capolavoro di architettura gotica che apprezziamo oggi.
Di particolare importanza l'Orologio Astronomico che si trova all’interno della cattedrale; costruito durante il XVI secolo (e restaurato nell’ottocento), rappresenta la summa della conoscenza astronomica del cinquecento. Azionato puntualmente a mezzogiorno da un congegno mette in moto una sfilata di pianeti, galli e apostoli da lasciare a bocca aperta. Proseguiam oil giro con la nostra audioguida andando a visitare il Palais Rohan, progettato dall’architetto del re, Robert de Cotte nel 1730 come residenza dei principi-vescovi di Strasburgo, è oggi sede di tre importanti musei.

strasburgo Palais Rohan

Palais Rohan

Il giro per il centro storico ci fa toccare molti punti caratteristici della città, il grazioso quartiere di Petite France, un antico quartiere costruito sui canali, forse la zona più suggestiva del centro storico.
Un tempo abitato da pescatori, mugnai e conciatori di pelli, il quartiere reso ancora più bello dai cosiddetti “Ponti Coperti”, in realtà scoperti dal Settecento, che conservano ancora le torri trecentesche. 

strasburgo scorcio canali

Arriviamo infine alla terrazza dello sbarramento Vauban, la seicentesca fortificazione costruita sul fiume Ill a difesa della città. Da qui si può vedere stendersi tutto il centro storico, con l’immancabile fisionomia della cattedrale sullo sfondo.

strasburgo sbarramento Vauban

Sbarramento Vauban e sotto il panorama dalla sua terrazza

strasburgo scorciostrasburgo scorcio 2

Dopo essere ritornati in piazza della cattedrale ed aver riconsegnato le nostre audioguide, andiamo a provare l’emozionante veduta della città dall'alto salendo i 330 gradini che ci conducono alla panoramica plate-forme.(l’accesso alla plate-forme panoramica ha un costo di 5 euro).
La salita è stata davvero dura, le scale sono a chiocciola e quando siamo arrivati in cima ci siamo dovuti fermare 10 minuti a riprendere fiato.
Ma poi facendo andare lo sguardo sul panorama sottostante ci siamo detti che davvero non potevamo perderlo.

strasburgo panorama

strasburgo panorama 2

Prima di terminare il nostro giro non potevamo lasciare il capoluogo dell'Alsazia senza visitare una delle migliori cantine della regione. So che sembra uno scherzo, ma questa si trova davvero all’interno del locale ospedale di Strasburgo. La sede per una cantina è sicuramente inconsueta ma la causa meritevole. Si chiama Cave Historique des Hospices de Strasbourg ed è nata con la struttura ospedaliera alla fine del Trecento. In passato le persone scambiavano le cure mediche con quanto possedevano: gioielli, terre e prodotti agricoli tra cui, visto che siamo in Alsazia, naturalmente vino. I tempi sono cambiati, ma le cantine sono ancora lì, gestite con una trentina di produttori che qui affinano ogni anno 150.000 bottiglie. In parte sono vendute sul posto e il ricavato finanzia l'ospedale (www.vins-des-hospices-de-strasbourg.fr.) Un simpatico signore ci fa fare un giro nel cave, mostrandoci anche la botte più vecchia del mondo (1472), con al suo interno ancora 35 q del vino del 1700.

strasburgo Cave Historique des Hospices

strasburgo Cave Historique des Hospices 2strasburgo Cave Historique des Hospices 1

 

Sono quasi le 20.00 quando torniamo a prendere il camper al parcheggio. È stata una giornata lunga ma ne valeva la pena.
Percorriamo un pezzo di strada verso BITCHE (F), la nostra prossima meta, fermandoci circa a metà strada al campeggio Sea Sunova a Seaver. Dopo una lunga e rilassante doccia, presto a nanna, abbiamo da ricuperare energie per l’indomani.

 

 

 

 

29 Luglio 2017 Sabato


Arriviamo a BITCHE (F) andando a parcheggiare nella comoda e nuova area di sosta ricavata in una parte del parcheggio della Cittadella.

bitche sosta camperbitche sosta camper info

 

 

 

Dalla porta monumentale centrale si accede al terrapieno, da dove si può ammirare la bellissima vista sul borgo sottostante
Ci dirigiamo alla biglietteria, ma con rammarico apprendiamo che la visita si effettua solo con audioguida nelle tre lingue canoniche (Tedesco, inglese e francese), e che non c’è alcuna documentazione scritta che possa sopperire in qualche modo alla non conoscenza della lingua.
Avevamo avuto informazioni che la visita è abbastanza impegnativa e che richiede molto tempo, per cui decidiamo di soprassedere e rinunciare a vedere la fortificazione.
Un po’ a malincuore riprendiamo il camper e percorriamo i 5 Km che ci separano dal forte di Simserhof. Questo forte fa parte del famoso complesso della Linea Maginot, costruito sul confine con la Germania per difendersi da eventuali attacchi tedeschi dopo la prima guerra mondiale.
Sostiamo nel bel parcheggio gratuito del forte N49.05737 E7.37537, e prendiamo il sentiero attraverso il bosco che in meno di 5 minuti ci porta alla biglietteria del complesso.
La visita è solo guidata, dura circa tre ore ed anche qui è solo in francese, inglese e tedesco; ma almeno è corredata di indicazioni scritte all’interno del percorso che facilitano anche quelli come noi che non sono padroni di queste lingue.
Inizia con una proiezione sulla storia della Linea Maginot che è molto intuitiva e non necessita di grandi spiegazioni.
Poi si proseguire con un tour a bordo di un veicolo automatico che su binari entra nel complesso sotto terra effettuando il percorso che veniva fatto dai treni che portavano le munizioni al deposito.
Ogni tanto il treno si ferma e dei sapienti trucchi cinematografici tramutano l’ambiente attuale in quello che era all’epoca. Davvero ben fatto e coinvolgente.
Il pezzo forte però è la visita guidata all’interno del complesso. Abbiamo scelto di farlo in lingua francese perché era l’orario più vicino, e devo dire che tra una parola carpita e le indicazioni scritte sui muri è stata comunque piacevole e intuitiva.
Si fa un lungo percorso a piedi all’interno della fortificazione, situata a 29 metri sotto terra, dove si visitano le camere dei soldati, le stanze di riposo e tutti gli ambienti tecnici come la centrale elettrica, la cucina l'infermeria e le officine. Si cammina molto ma ne vale davvero la pena. Da non perdere anche se non è in italiano.

forte di Simserhof galleria

forte di Simserhof internoforte di Simserhof interno 1

È pomeriggio inoltrato quando terminiamo la visita del complesso. La nostra vacanza giunge al termine ed è l’ora del rientro. Pensavamo di percorrere la strada della Foresta Nera per tornare a casa, ma alla fine decidiamo altrimenti, il bello di avere un camper e poter cambiare programma quando si vuole. All’andata siamo passati vicino all’Abbazia di Cluny e ci era dispiaciuto non averla visitata; perciò cogliamo l’occasione e ripercorriamo parte della strada fatta in direzione CLUNY (F).
A sera inoltrata arriviamo all’area di sosta di Dole, già descritta all’andata. Passeremo nuovamente la notte qui per proseguire l’indomani.

30 Luglio 2017 Domenica

Arriviamo a CLUNY e ci inoltriamo in una grande confusione. Infatti la cittadina, cosa che noi noN sapevamo, è famosa per i suoi concorsi ippici; uno dei quali è appena in svolgimento. Il parcheggio e l’area dove normalmente sostano camper è adibito a campo di gara e in tutto il paese c’è grande confusione e non riusciamo a trovare dove poter sostare. Poi alla fine , dopo molte peripezie riusciamo a parcheggiare anche se abbastanza lontano dal centro.
A piedi raggiungiamo l’ingresso dell’abbazia dove acquistiamo il biglietto (12,5 € compreso una comoda audioguida in italiano). Prima della visita al complesso si visiona un filmato che racconta la storia della chiesa e le sue peripezie. Il filmato è ben fatto con riproduzioni che integrano quello che rimane oggi con l’immagine di come era il complesso nel massimo del suo splendore.
Purtroppo quello che c’è oggi è solo l’otto per cento della costruzione originale, e vedendo i maestosi ruderi si rimane davvero delusi per quello che abbiamo perduto.

cluny abbazia

Questa chiesa era denominata ”chiesa maggiore” ed era la chiesa più grande del medioevo cristiano.
La sua distruzione risale all’epoca della rivoluzione francese quando venne trasformata in cava di pietra per altre costruzioni. Il modellino sotto rappresenta l’edificio principale dove la parte bianca è quello che rimane oggi alla nostra visione.

cluny abbazia modellino

Qui finisce il nostro viaggio. Il resto del tempo è un rapido ritorno verso casa per riprendere il tran tran quotidiano fino al momento di rilanciarci in una nuova avventura.

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