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Diario di viaggio in camper: Balcani 2014

(Slovenia, Croazia, Bosnia, Montenegro)

balcani 2014

Ecco la vacanza di Paolo G., amico di Vacanzelandi@, che, con la famiglia, ci porta guida in un viaggio all'insegna di storia e mare della Slovenia, Croazia, Bosnia e Montenegro.

Periodo: dal 10 al 30 Agosto 2014

Equipaggio 1: Paolo, Marta, Valentina, Giorgia, Tea (meticcia pelosa)

Mezzo: Mirage 5000 Alaska

Equipaggio 2: Nonno Paolo, Nonna Valeria

Mezzo: California T5

Si parte da Valdagno (VI), in data 10/08/2014 alle ore 08.00 e, così, inizia l’avventura 2014. I Balcani ci aspettano.

Queste vacanze sono caratterizzate da alcuni fili conduttori: i 100 anni dallo scoppio della prima guerra mondiale, la lettura del libro “Il ponte sulla Drina” del nobel Ivo Andric, la voglia di mare delle ragazze.

- prima parte -

2 settembre 2014 338Valdagno (VI) - 10/08/2014 ore 08.00

Con la comoda autostrada A4 raggiungiamo la nostra prima meta. Il sacrario di Redipuglia in provincia di Gorizia (nessun problema di parcheggio per i nostri mezzi). Cimitero militare costruito in epoca fascista per onorare 100.000 soldati caduti durante la prima guerra mondiale. E’ il più grande sacrario d’Italia e fra i più grandi del mondo. La sosta è completata dalla visita del bel museo posto nel piazzale a fronte della scalinata.

Riprendiamo il viaggio risalendo la stupenda valle del Natisone, SS54, circondati da vigneti curati come giardini raggiungiamo Cividale del Friuli (UD) e dopo aver superato l’ex confine di stato entriamo nella verde Slovenia e raggiungiamo Caporetto (Kobarid) dove sostiamo per il pranzo. Ci sistemiamo in centro presso il parcheggio di una scuola, posta alle spalle del museo in Gregorciceva ulika, ottimo punto di sosta anche per la notte.

Veloce visita della curata cittadina e ripartenza per raggiungere il nostro punto sosta notturno, fissato presso il lago Bohinj, poco distante dal più famoso lago di Bled. Le strade sono impegnative, in quanto strette e a curve, ma percorribili senza affanni. Il paesaggio montano che attraversiamo è meraviglioso. Superato un passo a 1900 mt. raggiungiamo velocemente Bohijska Districa ed il lago Bohinj presso la cittadina di Ukanc (SLO) ed il campeggio Zlatarog (segnalato). Campeggio sul lago, molto bello e spartano, immerso nel bosco, ma, per l’offerta data, costosissimo (12€ persona, 5€ camper, 5€ elettricità). Passiamo una fresca e ristoratrice notte.

Valdagno (VI) - Ukanc (SLO) Km. 351

11/08/2014

Smontato il campo, raggiungiamo la vicina Bled (SLO) (km. 32). Parcheggiamo nell’ampio parcheggio del palazzetto dello sport, in centro (1€ ora, 5€ 24 ore), e visitiamo questa piacevole cittadina. Passeggiata fino al castello, da dove ammiriamo la bellezza del lago con la sua isoletta.

Riforniamo i mezzi di gasolio (€ 1,36) ed acquistiamo la vignetta (€15 per 7 giorni) per accedere alle autostrade Slovene.

Imbocchiamo la vicina autostrada che ci condurrà direttamente a Lubiana (SLO) dopo 59 km.. Paesaggio attraversato bellissimo: colline, boschi, praterie. Uscita n° 34 e parcheggio presso un INTERSPAR in Tbilijka ulica lungo la Trzaskacesta ulica, strada principale che conduce direttamente in centro storico.

Pranziamo, e poi con una passeggiata di 20 minuti siamo il centro. Città molto bella e vivace. Numerosi locali si susseguono lungo il fiume Ljubljanica, che segna la zona più vivace della città. Visita obbligatoria al castello per ammirare la città dall’alto.

Ripreso il camper riprendiamo l’autostrada direzione con Maribor per uscire al casello n°30 Sostro e raggiungere l’area di sosta Pri Kovacu, ottimamente segnalata.

Area gestita dalla vicina trattoria, chi cena non paga la sosta. A fronte dell’area c’è la fermata dell’autobus per Lubiana che dista km.16.

Facciamo un ottimo e abbondandte pasto in trattoria (8,50€ a persona).

12/08/2014

Oggi entriamo in Croazia, la meta è la capitale Zagabria (HR). Con una comoda autostrada attraversiamo un bel paesaggio verde e giungiamo alla frontiera con la Croazia, espletiamo con facilità i controlli di rito, e dopo pochi km. usciamo a Samoboor (HR).

Paesino molto carino e curato, parcheggiamo vicino al centro in Starogradska ulica, gratuito, ingresso stretto, attenzione. Visitiamo il mercato coperto e prendiamo confidenza con la moneta locale, le kune (1 € = 7,5 KN).

Lubiana - Samoboor km. 128.

Dopo la classica pausa caffè, riprendiamo la strada e andiamo nella nuovissima area di sosta di Zagabria (km.11), Camp Zagreb, segnalata. Molto bella a fronte del lago Jezera Rakitje (€ 5 adulti, € 3 ragazzi, € 12 piazzola). L’area, purtroppo è a 15 km. dal centro di Zagabria. A 2 km. c’è la stazione ferroviaria, oppure il camp organizza un servizio taxi.

Dopo un lauto pranzo e un meritato relax, ci trasferiamo con il California a Zagabria (HR).

Parcheggiamo nel comodissimo parcheggio della stazione centrale (10,50 KN) e visitiamo questa bellissima città, con giardini curatissimi, piazze vivaci e colorate, e numerosi monumenti.

13/08/2014

Oggi lasciamo la Croazia ed entriamo in Bosnia.

Dopo un tratto autostradale di km.77, immerso in una campagna popolata da cicogne, usciamo a Okucani (HR) (uscita n° 11) e attraversiamo il fiume Sava a Gradiska (BiH), linea di confine.

Qui le formalità di frontiera sono un po’ più lunghe e meticolose, libretto di circolazione, carta verde e documenti di identità sono guardati con attenzione.

Superato il confine ci tuffiamo nel passato. L’ambiente urbano ci fa chiaramente capire che la situazione economica non è florida.

Con un breve tratto autostradale arriviamo a Banja Luka (BiH) (gasolio a € 1,20 ) e proseguiamo lungo una bellissima strada che segue il fiume Vrbas con vedute bellissime. Iniziamo a vedere i primi minareti e le prime scritte in cirillico:

“I minareti sono tra le opere architettoniche più belle mai realizzate dalla civiltà. Non sono la pubblica affermazione del rapporto fra uomo e Dio, come una guglia o un campanile cristiano: essi alzano un dito vero il cielo per dire solamente: Questa è una comunità di esseri umani, come vedete non siamo bestie”

(Rebecca West)

Dopo km. 274 arriviamo a Jaice (BiH), nostro punto sosta pranzo. La cittadina è famosa per le cascate del fiume Pliva e per essere stata la capitale del Regno autonomo di Bosnia nel XIV secolo.

Visitiamo le cascate e passeggiamo tra le viuzze del centro storico dominato da una antica fortezza.

Conosciamo la nuova moneta che useremo in Bosnia, il Marco convertibile (1 KM = 0,50€).

Passiamo la notte a Stara Bila (BiH), a km. 76, al Camp Motel Carousel, visibilissimo lungo la strada per Sarajevo sulla Sx, molto carino su prato (€ 15 ad equipaggio). Pochissima luce e quindi stellata strepitosa con stelle cadenti.

14/08/2014

Da Stara Bila ritorniamo sui nostri passi, per visitare Travnik (BiH), città natale di Ivo Andric, passata ieri, ma troppo stanchi per una visita.

Parcheggiamo in centro (1 marco/ora), e ci immergiamo nella vera Bosnia. Il senso di povertà è palpabile, i segni della recente guerra sono visibili, sui muri delle case e sulle colline attorno, costellate dai bianchi cimiteri musulmani.

Visitiamo la casa natale di Andric, la bellissima moschea con il suo piccolo bazar, e la zona della Plava Boda, dove sgorgano delle acque che rendono l’ambiente molto fresco e particolare, dove Andric andava a rinfrescarsi e a bere il caffè, cosa che facciamo anche noi, gustandoci un delizioso caffè bosniaco.

Acquistiamo dell’ottimo pane e del formaggio di capra, tipico della zona, buonissimo, e ripartiamo per raggiungere Sarajevo (BiH).

La capitale Bosniaca dista da Travnik (BiH) km. 87, di cui gli ultimi 45 autostradali (11 marchi).

Sarajevo, pur essendo abitata da 800.000 persone non è una città caotica, la guida, pur molto attenta non è particolarmente difficile. Arriviamo passando sotto la famosa torre della televisione e attraversando un cimitero enorme, la mente corre veloce al periodo dell’assedio.

Cerchiamo di raggiungere il Camp Hollywood, e questa nostra ricerca ci porta su una delle colline di Sarajevo permettendoci di osservare dall’alto questa bella città e di godere del canto dei muezzin delle ore13.

Dopo aver rischiato di incastrarci in una piccola via, rinunciamo a questo camp e ci dirigiamo al Camping Oaza lungo la strada per Mostar vicino all’aeroporto. Bel campeggio, su prato (€ 26,60), con alberi che regalano una ottima ombra. Consigliamo di dotarsi di un cavo lungo per l’allaccio alla elettricità.

Poco lontano dal campeggio il trenino N°3 ci porta in centro in 40 minuti.

Visitiamo immediatamente la biblioteca, in stile moresco, appena ristrutturata, dopo essere stata distrutta dai serbi durante l’assedio alla città. Passeggiamo tra le viuzze della zona orientale tra locali, bazar, minareti immersi in profumi che creano una atmosfera molto particolare. Attraversiamo una linea immaginaria ed eccoci in occidente, negozi all’ultima moda, locali molto chic, palazzi in stile viennese.

Ci permettiamo, nella zona della vecchia sinagoga, una tappa aperitivo in un simpatico localino (2 birre da 50 cc. e un piatto di frittura di pesce € 3,50). Obbligatoria la visita al luogo dell’attentato all’arciduca nel 1914, casus belli della 1° guerra mondiale.

Cena nella zona orientale in un simpatico locale con piatti balcanici e poi trenino n°3 che ci riporta al campeggio.

15/08/2014

Oggi Ivo Andric sarà la nostra guida. Ci trasferiamo a Visegrad (BiH) per vedere il ponte sulla Drina, costruito dal Sultano Mehmed Pascià per unire non solo fisicamente 2 sponde di un fiume, ma per creare una unione tra 2 culture, l’orientale e l’occidentale. Oggi la Drina segna il confine tra la Bosnia Erzegovina e la Serbia, mentre in epoca romana segnava il confine tra l’Impero Romano d’Oriente e l’Impero Romano d’Occidente.

La strada per arrivare a Visegrad è scorrevolissima e bellissima, boschi, prati, altopiani si susseguono, l’ultimo tratto segue la Drina, di un incredibile colore verde, regalandoci dei panorami stupendi. Dopo km.220 parcheggiamo i mezzi lungo la strada, vicino al ponte e attraversiamo a piedi questa magnifica opera in pietra. Ci sediamo al centro del ponte sul sofà di pietra detto kapija, apriamo il libro “Il ponte sulla Drina” e leggiamo:

“... si scorge un grande ponte in pietra,di armonica fattura, con undici arcate di ampio raggio … è l’unico mezzo di comunicazione stabile e sicuro di tutto il medio ed alto corso della Drina e costituisce un anello della strada che congiunge la Bosnia con la Serbia … e le rimanenti contrade dell’impero turco”.

Sorseggiando un caffè bosniaco all’ombra del ponte ci gustiamo le linee armoniose delle sue arcate notando come in questa zona i minareti siano scomparsi. Siamo ai confini con la Serbia e in questa zona la guerra ha colpito duramente. Visegrad (BiH) ed il suo ponte sono stati muti testimoni della feroce pulizia etnica attuata:

“erano qui, tagliarono loro la gola e li buttarono in acqua, uno dopo l’altro. A centinaia. Furono i vicini di casa a farlo. E tu vedi qualcosa, un cippo commemorativo, una targa? Si comportano come se qui non fosse successo niente. Hanno perfino costruito una moschea di fronte nonostante non abitino più musulmani in questa zona”

("Mare calmo" di Nicol Jubic)

Riprendiamo la strada che costeggia la Drina e attraversiamo le zone più colpite dalla guerra, Gorazde, Foca solo per citarne alcuni ed i segni sono ancora evidenti.

Strada comunque molto bella con scorci fantastici sul fiume.

Da Foca prendiamo la strada M18 che ci conduce alla frontiera con il Montenegro (paese natale della Regina Elena). Strada terribile, stretta, con curve e contro curve, fondo dissestato, molto trafficata, e un continuo fermarsi per dare la precedenza, ultimo tratto strada bianca, panorama sulla Drina bellissimo. (Possibilità di sosta nei camp posti lungo la Drina frequentati dagli amanti del rafting).

Attraversiamo il fiume Tara che segna il confine con il Montenegro su un ponte in ferro di non bell'aspetto, ed entriamo in un altro mondo. La strada come per incanto si allarga, il fondo diventa perfetto. Attraversiamo il confine a Granicnj Prijelaz Scepan Polje e seguiamo il fiume Piva in un ambiente meraviglioso. Lungo la strada è obbligatoria la sosta alla magnifica chiesetta ortodossa Piusky monastir, un vero gioiello.

La nostra meta è l’Ostrog Monastir, monastero costruito su una parete di roccia, dove sono custoditi i resti di San Basilio, venerato soprattutto dai serbi. Per raggiungere il monastero facciamo una strada terribile. Stretta, con continue curve, fondo dissestato, a strapiombo sulla valle senza protezioni. Dopo aver sudato mille camice e stramaledetta l’idea di andare a Ostrog arriviamo al parcheggio del monastero dove è parcheggiato in bella mostra un pullman a 2 piani, arrivato dalla comoda bretella stradale costruita di recente che collega Ostrog a Danilovgrad e a Podgorica, ma non segnalata in nessuna carta in nostro possesso e nemmeno lungo la strada.

Passiamo la notte al parcheggio superiore, dove è continuo il via vai di pellegrini, i quali per una forma di penitenza trascorrono la notte nel cortile del monastero. Notevole il panorama sulla valle sottostante.

Percorsi km. 201

16/08/2014

Dopo la visita al monastero, con bacio alle spoglie del Santo, prendiamo la nuova bretella stradale che ci porta, comodamente, a Danilovgrad (MNE) e poi sulla strada per Podgorica (MNE). (Chi provenisse da Niksic prosegua lungo la strada E762 per Podgorica, alla rotonda per Danilovgrad trova le indicazioni per Ostrog Monastir). Lungo la strada vediamo una simpatica tartaruga terrestre, animale molto comune in zona.

Arrivati a Podgorica proseguiamo per Sutmore (MNE), superato il tunnel Sucina (5 €) ecco apparire in mezzo alle montagne carsiche, che ci circondano, il mare. Un urrah! di giubilo riempie il camper, le ragazze sono estasiate e felici, finalmente un po’ di sole, sabbia, bagni.

Da sottolineare la bellezza del Lago di Scutari, che si attraversa, dove nidificano gli ultimi cormorani d’Europa.

Proseguiamo lungo la strada costiera fino a portarci a Ulcinj, ai confini con l’Albania, zona frequentata dai pirati nel 1400, dove venivano a riposarsi dopo le scorribande sul Mediterraneo. In questa zona c’è l’arenile più grande del Montenegro.

Ci accampiamo al camp Miami (segnalato, a sud di Ulcinj), campeggio molto tranquillo fronte mare, posto sotto un bosco di pini marittimi, frequentato da tartarughe e cagnolini (15 € giorno). Ampia offerta di campeggi in zona. Peccato lo sporco che si vede lungo le strade. Lunga spiaggia di sabbia, mare caldo abbastanza pulito. Pochissima luce e quindi stellata strepitosa.

Ostrog - Ulcinj km. 121

17/08/2014

Giornata dedicata al mare.

18/08/2014

Oggi lasciamo il punto più a sud delle nostre vacanze e volgiamo i musi dei nostri mezzi a nord.

Prima tappa la vicina Ulcinj (MNE) per una veloce visita e per rifornimenti vari. Parcheggiamo con facilità nei pressi della caserma della policja.

Ulcinj (MNE) è una vera delusione, cittadina caotica, sporca, e possiamo dire bruttina. Il mercatino, che le guide descrivono con entusiasmo, non è niente di che. Unica nota positiva la simpatia di alcuni montenegrini che ci trattengono in chiacchiere, decantando la nostra Italia conosciuta attraverso la televisione.

Risalendo la costa ci fermiamo a Stari Bar (MNE) carinissima cittadina dell’entroterra, fortificata e amministrata dai veneziani nel 1400, si vede ancora “el leone de venesia”, e poi dai bizantini ed infine distrutta a cannonate dai montenegrini per cacciare i turchi nel 1870. Parcheggio € 2, entrata alla cittadella €2 adulti, €1 bimbi.

Passiamo un paio d’ore piacevoli passeggiando tra le vie acciottolate della vecchia città, ammirando il bel panorama carsico delle montagne che ci circondano, e visitando il vecchio hamman perfettamente recuperato, la chiesetta di San Nicola, i ruderi della vecchia cattedrale trasformata in moschea.

Lasciamo Stari Bar e ci dirigiamo a Kotor sul mare di Cattaro, meta per il pernotto. Strada scorrevolissima con dei bei panorami, intervallati da palazzoni dell’evidente speculazione edilizia in atto, peccato.

Arrivati a Kotor (MNE) circumnavighiamo l’intero Cattaro alla ricerca di un punto sosta. Strada scorrevolissima, ambiente magnifico, verdissimo e tutelato.

Purtroppo l’impossibilità di fermarci, campeggi scomodi a Kator o pieni ci costringono a sconfinare nella vicina Croazia.

Passiamo il confine imboccando la strada 516. Entriamo in un altro mondo.

La natura sembra esplosa, un verde intenso rigoglioso e selvaggio sostituisce le montagne carsiche del Montenegro.

Sostiamo a Molunat (HR) pochi km. dopo il confine, al Camping Monica a 500 mt dal paese, segnalato, affacciato su un bellissimo golfo. Stradina per entrare strettina, campeggio terrazzato, non organizzato per carico scarico, immerso in un bosco di ulivi. In paese ci sono altri 2 campeggi, meno belli. Consigliamo il cavo lungo per allaccio in quanto alcune piazzole non hanno il quadro elettrico comodo.

Percorsi km. 160

19/08/2014

Mare tiepido e abbastanza pulito. Baia bellissima.

20/08/2014

Giornata dedicata al mare.

Il diario di viaggio continua nella pagina seguente

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