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La porta che non t’aspetti

camper porta def1

Oggigiorno in Europa nessuno mette in discussione il fatto che un camper debba avere la porta della cellula posizionata su un fianco, ma non è stato sempre così

di Cesare Tomasini

Questa soluzione si è imposta nel tempo perché permette l’uso completo del tendalino, magari il montaggio di una veranda, permette l’installazione di un portabici e consente ai costruttori di prevedere il cosiddetto “garage”, tanto in voga al giorno d’oggi.
A cavallo tra gli anni ‘60 e ‘70 invece era abbastanza diffuso, soprattutto nei mansardati, avere l’accesso posteriore alla cellula; questa soluzione veniva spinta particolarmente dai costruttori inglesi, che così conseguivano un doppio vantaggio: offrire ai clienti la sicurezza di non scendere o salire mai dalla parte opposta al marciapiedi, unitamente alla semplificazione costruttiva delle strutture che potevano essere assemblate indifferentemente su telai britannici (con guida a destra) o europei.
Ma non si trattava solo di questo: l’accesso posteriore consente una distribuzione degli spazi molto meglio calibrata, offrendo anche ai passeggeri posteriori un’ottima visibilità in viaggio e al conducente la riduzione dell’angolo cieco posteriore destro (per capirci quello delle immissioni a Y nelle quali non vediamo chi arriva da quella parte).
I mezzi di questo tipo, prodotti anche in Italia (CI, Rimor, Arca…), erano decisamente compatti a dispetto della completezza degli equipaggiamenti: spesso anzi la cucina era molto ampia e il vano toilette molto razionale rispetto agli ingombri esterni. Nell’Europa continentale gli ultimi tentativi di proporre questa tipologia li fecero la Pioneer, su disegno dell’architetto Galassetti, la CI e la Knaus (non a caso con meccaniche contenute come il Fiat Scudo) ma quello fu il canto del cigno: ormai infatti rimangono solo alcuni mezzi specialistici, principalmente di produzione tedesca.
Nel Regno Unito, per contro, la tipologia è sempre rimasta popolare, soprattutto sui mezzi di dimensioni contenute; non a caso gli utilizzatori di questi piccoli veicoli con cellula spesso sono pensionati che li usano sia come camper che come automobili per andare a far la spesa al centro commerciale: in questo modo hanno un mezzo solo che serve sia alla vita di tutti i giorni che alle vacanze, vista l’agilità e i contenuti costi di gestione anche se a scapito di un’agibilità limitata.
Sfruttando le potenzialità di internet, e ringraziando chi mette a disposizione le risorse per questi esempi, vediamo alcuni mezzi del passato e attuali; ovviamente si tratta di una rapida carrellata legata alla mia esperienza non certo enciclopedica: sarebbe interessante avere anche altri contributi da parte di chi legge.

Arca

Siamo nei primi anni ‘80, Arca produce la serie Freccia, mansardata su telaio Ford Transit; entrando a destra troviamo un’ampia cucina mentre a sinistra abbiamo il vano toilette, molto spazioso e regolare, seguito dall’armadio. Il corridoio centrale poi prosegue avendo a destra e sinistra due panche longitudinali a formare una dinette trasformabile in letto: quando il tavolo non è in posizione l’effetto entrando è quello di poter “passeggiare” senza intralci dalla porta direttamente in cabina.

  Arca 01.jpg Arca 02.jpg Arca 03.jpg Arca 04.jpg Arca 05.jpg

Rimor

Sempre all’inizio degli anni ‘80, Rimor vende questo mansardato su telaio Ford Transit, Renault Trafic o Leyland Sherpa; la cucina, sempre molto ampia, è a sinistra dell’ingresso e viene seguita dall’armadio, che quindi si trova alle spalle dell’autista. La toilette è entrando sulla destra, poi si incontra una dinette trasversale: questa disposizione crea una strozzatura e non dà l’impressione di regolarità e ampiezza della soluzione Arca, ma offre l’indubbio vantaggio di avere panchette utilizzabili per passeggeri in viaggio (le cinture di sicurezza però sono ancora ben lontane dall’essere adottate!).

Rimor 1 Ford Transit.jpg Rimor 2 Leyland Sherpa.jpg Rimor 3 Renault Trafic.jpg Rimor 4.jpg Rimor 5 Transit.jpg Rimor 6 Sherpa.jpg  

CI

A cavallo tra anni ‘70 e ‘80, sempre su Ford Transit, CI ha a catalogo un modello molto “British”, caratterizzato dalla cupola della mansarda in costruzione a contrasto con il sandwich della scocca; in effetti all’epoca l’azienda produceva anche in Gran Bretagna e personalmente sospetto che questo particolare modello venga proprio da oltremanica. La pianta è identica a quella descritta per il Rimor, per quanto sia particolarmente sviluppata la cucina, accessoriata di tutto punto.
Alla fine degli anni ‘90 sempre CI ripete il tentativo di proporre un mezzo con ingresso posteriore, questa volta il semintegrale Itaca su telaio Fiat Scudo: la scocca è completamente in vetroresina, con una linea parecchio filante che però appare un po’ troppo pesante sul posteriore, visto che la ruota quasi viene fagocitata dalla scocca. Entrando il vano toilette è sulla destra, seguito da un mobiletto porta TV (segno dei tempi!); sulla sinistra invece c’è l’armadio e una cucina abbastanza compatta. Subito a ridosso della cabina è presente una dinette longitudinale trasformabile nel matrimoniale di questo mezzo dedicato alla coppia. Complessivamente il mezzo è molto gradevole anche all’interno oltre ad essere compatto all’esterno ma, come si diceva, con uno sbalzo posteriore eccessivamente pronunciato il che, unito alla ridotta altezza da terra, creò più di un dubbio nella clientela che infatti non lo premiò più di tanto.

  CI 1.jpg CI 2.jpg CI 3.jpg CI Itaca 1.jpg CI Itaca 2.jpg CI Itaca 3.jpg CI Itaca 4.jpg

Pioneer

Tra gli anni ‘80 e ‘90 il compianto architetto Galassetti ideò una serie di motorizzati e caravan per la Pioneer, caratterizzati da soluzioni estremamente razionali e pulite, forse troppo per il gusto classico di tanti che ricercano anche nei veicoli da viaggio atmosfere più casalinghe. Tra questi mezzi ci furono i mansardati Basic che proponevano appunto pianta con ingresso posteriore e due dinette sui lati a ridosso della cabina di guida, esattamente come nei camper furgonati “Full-Time” che andavano per la maggiore all’epoca in Italia. Di tipo camperistico anche la disposizione all’ingresso che prevedeva sulla destra l’armadio e a sinistra la toilette, estensibile impegnando la soglia d’entrata durante l’uso e creando di fatto una bussola utile in inverno. A seguire la cucina, piuttosto essenziale e costituita da un mobiletto per lato (uno con i fuochi e l’altro con il lavandino). Da segnalare le finestrature laterali che si estendevano molto in basso per permettere di avere un ampia visibilità a chi guida, a tutto vantaggio della sicurezza. Per completezza segnalo che lo stesso schema era stato replicato nella serie di caravan Plotter, sempre della Pioneer, che poi sfociarono a inizio anni ‘90 nella stimatissima serie Lingotto.

Pioneer 1.jpg Pioneer 2.jpg Pioneer 3.jpg  

Top Viva

Un mansardato molto particolare, visto che era costruito su base Fiat Fiorino, la serie derivata dalla Fiat Duna, per intenderci. La diffusione di questo mezzo da noi fu limitatissima ma è interessante parlarne perché evidenzia che questo tipo di cellula si presta particolarmente bene a mezzi di dimensioni contenute; in un mezzo così piccolo è stato possibile mettere tutte le funzioni descritte sopra, anche se ovviamente con spazi di stivaggio meno appaganti e con una portata molto risicata.

  Top Viva 1.jpg Top Viva 2.jpg Top Viva 3.jpg

Island Plastics Romahome – Nu Venture

Balziamo al di là della Manica per parlare di prodotti che da giovane mi hanno fatto letteralmente sognare. La Island Plastics produceva cellule in vetroresina, dotate quindi di una tenuta agli agenti atmosferici tutta… britannica; venivano assemblate su telaio Bedford Rascal, per intenderci un furgoncino simile all’odierno Piaggio Porter, oppure su Citroen C15, che era l’equivalente transalpino del Fiat Fiorino. Le cellule erano disponibili sia in versione rigida che con tetto alzabile e soffietto in tela. In Gran Bretagna di questi mezzi ne furono venduti moltissimi e non è difficile trovarne in vendita sul mercato dell’usato: il cliente tipo era la coppia pensionata non particolarmente agiata che con un mezzo del genere coniugava la mobilità giornaliera con un mezzo per qualche giorno in libertà, complice anche una rete di camping molto estesa e piacevole.
Chiaramente in abitacoli così piccoli gli spazi sono limitati quindi non troviamo un vano toilette, ma al più un gavoncino dove riporre un piccolo portapotti; tutta la mobilia è in vetroresina, il che contiene in modo significativo il peso dell’allestimento. Entrando troviamo armadio e cucina, proseguendo lungo il corridoio si arriva alla dinette longitudinale (sono mezzi a 2 posti) trasformabile in letto, mentre la mansardina serve esclusivamente come vano di stivaggio.
Più recentemente i Romahome vennero costruiti su telaio Citroen Berlingo, cosa logica visto che si tratta dell’erede del vecchio C15, inoltre si trovano anche modelli della Autosleeper; nel frattempo sul mercato sono apparsi altri marchi tra i quali Nu Venture. Oltre a prodotti dalla pianta più convenzionale, questo costruttore ha in catalogo anche mezzi sostanzialmente simili a quelli che abbiamo visto: grazie alle maggiori potenzialità delle meccaniche odierne troviamo anche vani toilette, seppur non particolarmente generosi. Dobbiamo sempre tenere in considerazione il fatto che oltremanica il bagno è considerato molto meno importante della cucina che invece è sempre attrezzatissima. Vista la cultura culinaria britannica non ve lo spiegate? Neanch’io, mi spiace, cercate altrove le vostre risposte.

Nu Venture

  Nu Venture 1.jpg Nu Venture 2.jpg Nu Venture 3.jpg Nu Venture 4.jpg Nu Venture 5.jpg

Romahome

   Romahome 01 Rascal.JPG Romahome 02 Daihatsu.JPG Romahome 03 Suzuki.jpg Romahome 04 C15.jpg Romahome 05 C15.JPG Romahome 06 C15.JPG Romahome 07 Suzuki.jpg Romahome 08 C15.jpg Romahome 11 Berlingo.JPG Romahome 12 Berlingo.JPG Romahome 13 Berlingo.jpg Romahome 14 Berlingo.jpg


Le fotografie sono pubblicate con intento puramente didascalico e assolutamente non commerciale; per la maggior parte provengono da inserzioni di mezzi privati, essendo questo uno dei mezzi più efficienti per reperire rapidamente le immagini. Ho provveduto a rimuovere il più possibile elementi che possano condurre all’identificazione del mezzo: se un legittimo proprietario ritenga di chiedere la rimozione dell’immagine, sarà mia cura farlo nel più breve tempo possibile.

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