
di Marzia e Lorenzo
Ci sono luoghi in cui il relax è un dettaglio. E poi ci sono luoghi in cui il relax è una scelta precisa.
Per la rubrica PROVATI PER VOI siamo stati alla nuova area benessere di Camping Olympia (inaugurata dicembre 2025) e oggi vi raccontiamo com’è andata, senza filtri, con tutte le informazioni utili per organizzare al meglio la vostra esperienza.
L’accredito avviene direttamente alla reception del campeggio.
La gestione degli orari è molto chiara:
Una suddivisione intelligente, che permette di scegliere l’esperienza più adatta al proprio ritmo di vacanza.
Nel pomeriggio si entra nel cuore dell’esperienza wellness: doccia emozionale, bagno turco, sauna finlandese, sauna a infrarossi e molte altre esperienze.
A orari prestabiliti è presente il maestro di Aufguss, che guida vere e proprie esperienze sensoriali tra calore, vapori e profumi. Non è solo “fare sauna”, ma vivere un momento strutturato, intenso, rigenerante.
Se non avete mai provato un Aufguss fatto da un professionista, è il momento giusto per farlo.
La piscina
Ad ognuno il proprio spazio! La piscina grande è dotata di zone per l'idromassaggio, quella piccolina per far divertire i bambini... Perché questa SPA è family style!
L’ingresso è consentito sia agli adulti sia ai bambini, nel rispetto di una regola fondamentale: non è una piscina per giochi e divertimento, ma uno spazio dedicato al relax.
Silenzio, rispetto e atmosfera soft sono parte integrante dell’esperienza. È una SPA, non un parco acquatico.
Abbiamo apprezzato molto:
Tutto è organizzato in modo funzionale, senza caos, con la sensazione di avere spazio per respirare.
Ci ha colpito l’equilibrio tra ambiente alpino e modernità della struttura. Non è un’area benessere improvvisata, ma un progetto pensato per chi cerca qualità.
È il tipo di esperienza che completa perfettamente una vacanza in camper in montagna: mattina all’aria aperta, pomeriggio di rigenerazione.
Per portarvi virtualmente con noi, abbiamo realizzato anche un breve video che racconta l’atmosfera e gli spazi: lo potete visualizzare QUI
Sulla nostra web app CAMP trovate la convenzione dedicata al campeggio, con le informazioni aggiornate per organizzare il soggiorno.
Se cercate un momento di pausa autentica, di quelli che rallentano il respiro e rimettono in ordine i pensieri, questa è un’esperienza che consigliamo con convinzione.
Non è solo una SPA, è un modo diverso di vivere il tempo in vacanza.
Per noi il relax è una cosa seria.
Approvata da Marzia e Lorenzo. ✔️
PROVATO per VOI: gennaio 2026
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Febbraio 2026
Ci sono mesi che, pur essendo brevi, riescono a contenere un mondo intero.
Febbraio per noi è stato così: intenso, concreto, ricco di movimento e di prospettive.
Abbiamo scelto di dedicarlo alla scoperta di piccoli borghi del nostro Bel Paese. Luoghi fuori dai grandi flussi turistici, realtà autentiche che meritano di essere osservate con attenzione, comprese e raccontate con responsabilità. Non inseguendo l’evento del momento, ma cercando identità, storie, comunità.
Perché crediamo in un turismo consapevole e distribuito, che valorizzi i territori anche fuori stagione, quando il ritmo è più vero, le piazze sono silenziose e l’incontro è più autentico.
Ogni borgo visitato è stato molto più di una semplice tappa. È stato un sopralluogo, un confronto con le realtà locali, una valutazione attenta delle aree sosta, dei servizi e delle potenzialità per chi viaggia in camper. Dietro ogni articolo pubblicato c’è studio, osservazione, pianificazione. C’è visione.
Parallelamente, febbraio è stato un mese di progettazione intensa.
Abbiamo iniziato a delineare le nuove tappe e le nuove tappone del nostro evento itinerante #NoiconVoiTOUR, lavorando su idee, percorsi, collaborazioni e logistica.
Le nostre proposte non nascono per riempire un calendario. Nascono dall’ascolto della community, dall’esperienza maturata in questi anni e dalla volontà di proporre esperienze che abbiano un significato reale. Ogni nuova destinazione deve rispettare tre criteri per noi imprescindibili: autenticità del territorio, qualità dell’esperienza e valore relazionale per il gruppo.
Il nostro ruolo è costruire connessioni: tra persone, territori e storie. È questo il senso profondo delle nostre tappe e tappone. Creare contesti di incontro e scoperta, dove il viaggio diventa esperienza condivisa e occasione di crescita.
In questo mese abbiamo anche registrato nuovi video che prossimamente diventeranno materiale utile per la nostra community. Contenuti pratici ed esperienziali pensati per approfondire il mondo dei camper.
Raccontare oggi significa anche condividere competenze. Significa accompagnare chi ci segue verso un modo di viaggiare più informato, più sicuro e più responsabile.
Febbraio è stato quindi un mese di equilibrio tra strada e scrivania.
Tra chilometri percorsi e appunti presi al tavolo del camper.
Tra scoperta e strategia.
Un mese breve ma intenso, che ci ha visto profondamente impegnati.
E mentre guardiamo avanti, con nuove tappe che stanno prendendo forma, siamo consapevoli che il viaggio più importante è sempre quello che si costruisce, passo dopo passo, dietro le quinte.
Noi siamo già in cammino.
Marzia & Lorenzo

di Marzia Mazzoni
Come siamo arrivati a Portobuffolè?
Sfogliando l’elenco dei I Borghi più Belli d’Italia in Veneto. Il nome ci ha strappato un sorriso, ma sono bastate poche informazioni per accendere la curiosità.
Siamo per l’appunto come detto sopra in Veneto, in provincia di Treviso, al confine con il Friuli Venezia Giulia. Lo visitiamo dopo aver esplorato Valvasone (scopri il nostro diario di viaggio →Valvasone in camper: cosa vedere nel borgo medievale (e dove sostare gratis)e decidiamo di fermarci qui, in questo piccolo borgo adagiato lungo il fiume Livenza.
Appena arrivati capiamo che non è solo “buffo” nel nome: è silenzioso, ordinato, autentico.
In epoca romana era noto come Septimum de Liquentia, perché distante sette miglia da Oderzo (l’antica Opitergium) e situato lungo un’ansa del Livenza.
Per secoli fu chiamato Settimo, poi intorno all’anno Mille comparve il nome Portus Buvoledi o Bufoledi. Non deriva da “bufalo”, come si potrebbe pensare, ma probabilmente dal latino medievale bova (“canale”) oppure dalle “bufaline”, imbarcazioni utilizzate per il trasporto fluviale delle merci.
Un borgo che nasce dunque come porto commerciale: già questo dettaglio cambia completamente la prospettiva.

Noi abbiamo sostato nel parcheggio di via Provinciale.
Per raggiungere il centro storico consigliamo di utilizzare il sottopassaggio pedonale per attraversare in sicurezza la strada provinciale.
Una sosta semplice, perfetta per una visita di mezza giornata o per inserirlo in un itinerario più ampio tra Veneto e Friuli.

Il centro è raccolto e si visita tranquillamente a piedi. Su Piazza Maggiore si affacciano:
Sull’orologio della torre si nota un foro: da lì, un tempo, i condannati venivano calati nella prigione sottostante. Un dettaglio che racconta secoli di storia.
Uscendo da porta Friuli spicca il leone di Venezia, infatti il 4 aprile 1339 Portobuffolè passò pacificamente sotto il dominio della Repubblica di Venezia. La coda del leone rivolta verso l’alto ne è la testimonianza. Sul libro però sono state tolte le classiche parole del motto “Pax tibi Marce evangelista meus” per lasciar posto al motto legato alla dominazione napoleonica “Diritti e doveri del cittadino”.
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Durante i nostri viaggi ci capita spesso di alzare lo sguardo e incrociare gli occhi di un Leone alato. Ma vi siete mai chiesti se ogni dettaglio abbia un significato?
Secondo una tradizione molto diffusa tra i viaggiatori:
- coda all’insù → simboleggerebbe un’annessione pacifica o spontanea alla Serenissima;
- coda all’ingiù (o tra le zampe) → indicherebbe una città conquistata con la forza delle armi.
Tra leggenda e realtà.
Gli storici, però, precisano che non esisteva una regola ufficiale: spesso la posizione della coda dipendeva semplicemente dall’estro dello scultore o dallo spazio disponibile sulla pietra.
C’è invece un elemento davvero significativo:
- libro aperto → tempo di pace o concessione di privilegi;
- libro chiuso o spada alzata → stato di guerra o giustizia veneziana imposta.
La prossima volta che vi troverete davanti a un Leone di San Marco, fermatevi un attimo. Non è solo un simbolo decorativo: è un frammento di storia inciso nella pietra.

Raggiungiamo poi la Casa Gaia da Camino, casa medievale con affreschi del XIV secolo, oggi adibita a spazio espositivo.
Nei giorni della nostra visita era allestita la mostra “Donne” del fotografo Giandomenico Palmisano, un progetto che racconta l’universo femminile nei suoi ruoli più significativi nel mondo.
Con lo stesso biglietto si può salire anche sulla torre campanaria, unica superstite delle sette torri dell’antico castello. La salita è parte dell’esperienza: gradino dopo gradino si percepisce la struttura in laterizio e il peso della storia, all’interno si possono ammirare reperti e attrezzi della civiltà contadina.
All’ultimo piano si trovano tre grosse campane, imponenti e silenziose al momento della nostra visita, ma capaci di evocare la vita del borgo nei secoli. Da qui si può ammirare Portobuffolè dall’alto: i tetti in coppo, le mura e il disegno ordinato del centro storico. Una vista raccolta, coerente con le dimensioni del paese, ma proprio per questo ancora più suggestiva.
E qui emerge una delle cose che apprezziamo di più nei borghi piccoli: la presenza di volontari appassionati, pronti a raccontare storie con entusiasmo e competenza.

Accompagnati da un volontario, visitiamo due esposizioni davvero particolari.
La prima è l’Atelier di Barbie: quasi 500 bambole con abiti personalizzati, frutto della passione di una signora che ha messo a disposizione la sua collezione, l'unico in Italia dedicato alla bambola.
Abiti da sposa, creazioni ispirate ai grandi stilisti, abiti per il tempo libero, originali e curiosi, divise degli alpini… un lavoro minuzioso, creativo, sorprendente, quello che stupisce è anche la meticolosa cura dei dettagli.
Confesso che qui il mio pensiero è tornato all’infanzia: mia mamma, sarta, cuciva vestiti per la mia bambola (non era l’originale, costava troppo), usando scampoli di stoffa e tanta fantasia… ma non siamo mai arrivati a questi livelli!
In questo atelier, però, si percepisce una dedizione che va oltre il gioco: è arte tessile in miniatura, la signora Grazia Collura, trevigiana, crea abiti per la bambola da 50 anni!

Ultima tappa, ma non per importanza: il Museo del Ciclismo, nelle vicinanze del parcheggio camper. Attualmente si trova nel complesso edilizio che si trova dietro la Chiesa di San Prosdocimo, al di là della Strada Provinciale per Oderzo ed adiacente all’argine sinistro del Livenza.
Il museo è dedicato alla memoria di Duilio Chiaradia, pioniere della ripresa televisiva sportiva, cine-operatore in RAI dal 1950 al 1981 e a Giovanni Micheletto, vincitore del Giro d'Italia del 1912 (la quarta edizione) con la mitica formazione dell'Atala (Ganna, Galetti, Pavesi, Micheletto).
Siamo stati accolti dal consigliere comunale alla cultura e al turismo, che segue con passione la collezione. Maglie autografate dai campioni delle due ruote, biciclette rare ed esemplari unici raccontano la storia di uno sport profondamente radicato nel territorio.
Una visita interessante anche per chi non è un appassionato sfegatato di ciclismo.
Portobuffolè non grida per farsi notare, si lascia scoprire. È la meta ideale per:
Lo lasciamo con negli occhi gli scorci medievali, i silenzi delle sue vie e le luci della sera su Porta Friuli di grande fascino.
Un borgo che si inserisce perfettamente in un itinerario tra Veneto orientale e Friuli occidentale, ideale per chi - come noi - ama scoprire luoghi di nicchia e raccontarli con rispetto.
Indice Regione
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di Marzia Mazzoni
Arrivi pensando di fare una tappa piacevole… e riparti con la sensazione di aver scoperto una piccola perla. Valvasone, in provincia di Pordenone, è uno di quei posti. Inserito tra i Borghi più belli d’Italia, ci accoglie con un dettaglio che per noi viaggiatori fa già la differenza: un’area camper gratuita, con carico, scarico e allaccio corrente.
Ma non è solo questo. È un borgo che custodisce storia, arte, fede e un castello capace di lasciare davvero a bocca aperta.

📍 Area sosta gratuita
Via Pier Paolo Pasolini 20
Un esempio concreto di accoglienza intelligente. Quando un borgo investe su una sosta funzionale e gratuita, dimostra di credere in un turismo lento e rispettoso.
Quando troviamo borghi come Valvasone, che investono risorse per offrirci un’accoglienza così curata e gratuita (perfino l’elettricità!), ci piace sempre ricordare quanto sia importante sostenere l’economia locale.
Un gesto semplice, come fare la spesa nelle botteghe del centro, fermarsi per un aperitivo o gustare un frico in trattoria, è il nostro modo per dire "grazie" alla comunità. È un circolo virtuoso: se dimostriamo che il turismo in camper porta valore, sempre più borghi apriranno le porte alla nostra passione!
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Dal parcheggio si parte a piedi verso il centro storico, attraversando un contesto ordinato e curato. Una delle prime cose che notiamo sono le insegne in bilinguismo: un dettaglio che racconta identità e appartenenza.

Poco prima di entrare nel cuore medievale, si incontra Villa della Donna Stoinoff, elegante residenza dalle origini seicentesche, ampliata nel XIX secolo
Circondata da un raffinato giardino all’italiana del 1936, tra magnolie, sophore e osmanthus fragrans, custodisce la memoria di una famiglia legata alla storia rurale del territorio.
Durante il Festival delle Dimore Storiche del Friuli Venezia Giulia è possibile visitarla insieme ai giardini: un’esperienza che unisce natura e memoria.

Entriamo nel borgo medievale, davvero ben tenuto.
Il Duomo si impone con la sua facciata a due color su piazza Libertà: fu consacrato nel 1484 per ospitare la reliquia della Sacra Tovaglia, legata a un miracolo avvenuto poco distante.
All’ingresso colpisce una porta insolita, ma è all’interno che si trova uno dei tesori più preziosi: un organo monumentale del ’500, perfettamente funzionante.
È l’unico superstite ancora esistente in Italia della tradizione rinascimentale veneziana. Decorato con fregi dorati e portelle dipinte da Pomponio Amalteo e Giovanni Antonio de’ Sacchis detto il Pordenone, rappresenta un capolavoro assoluto.
Non abbiamo avuto la fortuna di ascoltarlo - viene suonato solo in eventi speciali - ma anche solo ammirarlo da vicino è un’emozione. Da solo, vale il viaggio.
Con grande disponibilità, il parroco ci mostra la reliquia della Sacra Tovaglia e ci racconta il miracolo e alcune curiosità legate alla diocesi. Sono quei momenti non programmati che rendono un itinerario speciale.

Poco distante si trova la Chiesa dei Santi Pietro e Paolo, costruita in stile romanico sui resti di quello che - secondo una leggenda - era un tempietto dedicato a Giove.
Nel tempo ha subito diverse trasformazioni architettoniche che le hanno conferito l’attuale facciata principale in stile neoclassico.
All’interno custodisce opere di grande interesse:
Accanto alla chiesa si trovava anche un antico ospitale, testimonianza della funzione di accoglienza che il borgo ha sempre avuto nel corso dei secoli.
Se il Duomo emoziona per imponenza e unicità, la Chiesa dei SS. Pietro e Paolo e Antonio Abate affascina per il suo legame con le radici più antiche del territorio.

La scoperta di Valvasone prosegue tra palazzi affrescati, scorci suggestivi e un mulino alimentato dai canali che attraversano il borgo.
Valvasone significa “terra del lupo”. Un nome che evoca radici antiche e che contribuisce al fascino di questo luogo raccolto e autentico.

La vera punta di diamante del borgo è il Castello. La visita è possibile solo con guida e a orari prestabiliti. Il costo (febbraio 2026) è di € 6 a persona per circa un’ora.
Prenotiamo e partecipiamo alla visita accompagnati da Claudia, guida preparata e appassionata, capace di raccontare il castello con entusiasmo e coinvolgimento.
Scopriamo le sue vicissitudini: da struttura militare a dimora nobiliare, distruzioni e ricostruzioni, affreschi interpretati con competenza, un delizioso teatrino interno, un affascinante soffitto in legno a pettenelle.
Il castello è monumento nazionale e ha ospitato personaggi illustri come Napoleone Bonaparte, Papa Gregorio XII e Papa Pio VI. Qui l’effetto wow è reale. Non solo per la bellezza, ma per il modo in cui la storia viene raccontata.

Nel borgo sono presenti trattorie dove gustare piatti tipici friulani come:
Una pausa gastronomica qui completa perfettamente la visita oppure gustarsi un aperitivo seduti in qualche dehors per godersi il ritmo slow del paese.
Pier Paolo Pasolini scriveva:
“Valvasone è bello perché è blasonato. E dunque a Valvasone si addirebbe l'inno, non la cronaca…”
Una frase che sintetizza perfettamente l’eleganza e la nobiltà discreta di questo borgo.
Valvasone non è una meta da turismo mordi e fuggi.
È una tappa ideale per chi viaggia in camper e cerca:
Noi abbiamo ripreso il viaggio con la sensazione di aver scoperto un luogo capace di sorprendere davvero.
Se amate i borghi meno affollati, ma con contenuti culturali importanti, segnatevelo!
Indice Regione
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